Analisti concordi: report lavoro Usa non cambia tabella di marcia Fed
Gli analisti di mercato sono concordi: il report occupazionale del governo relativo al mese di aprile non fa che confermare la view che ha la Fed dell’economia americana (frenata del Pil nel primo trimestre sarà un fenomeno “transitorio”) e del mercato del lavoro: solido ma ancora non siamo in una fase di piena occupazione. Troppo bassi i salari e troppe le persone ancora fuori dal mercato del lavoro.
Il rialzo dei tassi della Fed dovrebbe quindi materializzarsi a giugno, come sottolineano sia Mohammed El-Erian di Allianz, intervenuto a Bloomberg Tv, sia Sal Guatieri, senior economist di BMO Capital Markets, che in una nota scrive: “con la disoccupazione leggermente sotto le previsioni della Fed per i prossimi tre anni (4,5%) e di molto inferiore alle stime a lungo termine (4,7%), il continuo percorso verso una normalizzazione dei tassi è relativamente evidente”.
Capita a proposito che piĂą tardi in giornata prenderanno la parola diversi esponenti della Fed tra cui i suoi vertici, la presidente Yellen e il suo vice Fischer. Al momento per i mercati finanziari ci sono circa piĂą di due possibilitĂ su tre di una stretta monetaria alla prossima riunione di politica monetaria: sarebbe la quarta in un anno e mezzo dopo che i tassi di interesse non sono stati alzati per nove anni. I rendimenti dei Titoli di Stato Usa sulla parte breve della curva stanno salendo.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.