NEUER MARKT: TITOLI CALDI QUESTA SETTIMANA

26 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

ADVA AG Optical Networking, società fornitrice di soluzioni per le reti di comunicazione a fibre ottiche, presenta lunedì i suoi risultati del 2000.

Prima dell`inizio della depressione sui mercati ADVA veniva considerata una perla dell`high-tech tedesco e da alcuni analisti era stata denominata nientemeno che “la piccola Cisco made in Germany”. A causa del grande potenziale che veniva attribuito all`impresa il titolo di ADVA aveva avuto una performance da capogiro: collocato il 29 marzo del 1999 a €5,35 (tenuto conto dello split in rapporto di 1 a 6) aveva raggiunto i suoi massimi lo scorso luglio toccando €150.

Il lungo periodo di ribasso non ha ridimensionato drasticamente solo il titolo – che ha chiuso venerdì a €13,20 – ma anche le aspettative sul futuro dell`impresa. Al momento nessun analista fa più un paragone con Cisco.

A proposito bisogna dire però che non solo ADVA ma tutto il settore dei fornitori di infrastrutture per le reti a fibra ottica ha subito negli ultimi mesi presso investitori ed analisti una nuova valutazione. Soprattutto il drammatico profit warning di Nortel Networks, un`impresa che fino ad allora era stata considerata un modello, ha pesato molto sul comparto.

La tecnologia dell`impresa tedesca viene altrimenti sempre considerata ottima ed i margini di crescita sono ancora molto alti. Il fatturato nel 2000 dovrebbe essere cresciuto rispetto all`anno precedente di circa il 200% a €68 milioni (fatturato 1999: €23,6 milioni). A causa dei molti investimenti e delle acquisizioni ADVA dovrebbe però presentare un utile prima delle tasse in rosso di circa €60 milioni. Una circostanza che al momento non è molto ben vista dai mercati.

Nonostante ciò l’analista Oliver Wrangel di Merck, Finck & Co. è piuttosto ottimista riguardo il futuro di ADVA. Secondo Wrangel il fatto che ADVA abbia potuto raddoppiare lo scorso anno il suo numero di clienti mostrerebbe che l`impresa è sulla giusta via. In virtù delle collaborazioni OEM (Original Equipment Manufacturer) con Cisco, Alcatel e Siemens che smerciano i suoi sistemi la posizione sul mercato di ADVA sarebbe molto promettente. Anche le collaborazioni di marketing strette con Brocade e EMC, che offriranno ai loro clienti anche prodotti di ADVA, sarebbero da valutare positivamente.

Gli analisti attendono per oggi soprattutto indicazioni riguardo il nuovo prodotto dell`impresa in commercio già dallo scorso novembre: la piattaforma FSP3000 per la trasmissione dati ad alta velocità. ADVA può fornire FSP3000 ora tutte le grandi società delle telecomunicazioni. Secondo Wrangler se ADVA riuscisse ad affermarsi sul mercato con questo prodotto allora il potenziale del giro d`affari sarebbe enorme.

Il titolo di ADVA si trova da settimane in caduta libera. Nonostante il forte ridimensionamento la capitalizzazione di Borsa è al momento ancora pari a €423 milioni, vale a dire quasi quattro volte il fatturato atteso per quest`anno (circa €135 milioni). Se ADVA dovesse annunciare oggi di dovere chiudere anche il 2001 in rosso il titolo potrebbe crollare ulteriormente. Potenziale al titolo potrebbe dare oltre all`eventuale successo del prodotto FSP3000 anche il ritorno sul mercato delle voci secondo le quali ADVA sarebbe nelle mire delle grandi imprese concorrenti. Mentre in passato si è fatto spesso il nome di Cisco, nelle ultime settimane si è parlato piuttosto di Alcatel.

Pixelpark. Venerdì sera Pixelpark ha annunciato di aver stretto un`alleanza strategica con Nokia. Scopo della partnership sarà quello di sviluppare insieme la nuova generazione di servizi per la telefonia mobile sulla base della “mPlatform” del colosso finlandese. Con la soluzione “mPlatform” si possono lanciare servizi mobili integrati – come chat, e-mail, intrattenimento e m-commerce – qualunque sia la tecnologia utilizzata: da WAP e GPRS a 3G.

L`accordo prevede attività in comune nella creazione di tecnologie, nel marketing e nella vendita dei prodotti. Pixelpark che è una web-company controllata dalla Bertelsmann ed uno dei leader di mercato nel suo settore offre servizi di consulenza e software per Internet, realizza siti e portali per grandi società.

La società berlinese è una delle tante stelle cadenti del Neuer Markt degli ultimi mesi.
Il titolo collocato nell`ottobre del 1999 a €15 aveva raggiunto già a fine marzo 2000 massimi di €150 (+1000%). Pixelpark ha chiuso venerdì a Francoforte a €7,50, vale a dire -50% dal prezzo di emissione !

Pixelpark presenterà martedì anche i suoi risultati definitivi di bilancio relativi all`esercizio 2000. Da notare è che per l`esercizio 2000 sarà preso in considerazione eccezionalmente solo il secondo semestre. Pixelpark vuole infatti calcolare in futuro il suo esercizio – che finora era decorso dal 1 luglio al 30 giugno – dall`inizio alla fine dell`anno solare. Il fatturato dovrebbe essere cresciuto rispetto al secondo semestre 1999 del 123% ed aver raggiunto €55 milioni. Il margine operativo lordo dovrebbe essere negativo di circa €6 milioni (MOL 1999: -€2,7 milioni).

Per il 2001, l’analista Marcus Bäumer di UBS Warburg è alquanto scettico e non pensa che l`impresa berlinese possa raggiungere il break-even a livello MOL già quest`anno. Anche Krista Kepler di Merck, Finck & Co. crede che Pixelpark potrà presentare al massimo nel 2002 un utile prima delle tasse (EBIT) positivo.

Kepler e Baümer considerano positivamente invece l`espansione dell`impresa nell`Europa dell`Est. Ultimamente Pixelpark ha acquisito nell`Europa orientale alcune imprese, tra queste la slovacca Nex. Pixelpark dovrebbe in parte riuscire in virtù del potenziale presente su questo interessante mercato a dare nuovi impulsi al suo giro d`affari dopo che i suoi margini di crescita erano stati negli ultimi due trimestri alquanto deludenti.

Pixelpark ha raggiunto al momento una valutazione piuttosto ragionevole dato che l`attuale capitalizzazione di Borsa è pari a €163 milioni. L`alleanza strategica con Nokia dovrebbe anche dare, almeno a breve termine, una spinta verso l`alto al titolo.

Su Pixelpark, che resta comunque di natura speculativa, peserà molto in futuro però l`incertezza dovuta all`annuncio da parte di Bertelsmann di volersi separare dalla sua quota di maggioranza nell`impresa.

ConSors. I riflettori saranno puntati questa settimana a Francoforte soprattutto anche su ConSors. L`impresa che è da considerare il leader di mercato del brokeraggio online in Europa comunicherà mercoledì i suoi risultati di bilancio relativi all`esercizio 2000.

Il settore non sta attraversando un periodo molto felice: il lungo periodo di depressione sui mercati ha avuto come principale conseguenza che il volume degli scambi in Borsa è diminuito drasticamente e che le IPOs sono diventate molto rare. Due circostanze estremamente negative per i broker online che a differenza delle banche tradizionali dipendono strettamente dalle provvigioni per gli ordini di Borsa e dal business con le nuove emissioni.

Dieci giorni fa Comdirect, insieme alla Direkt Anlage Bank e Bipop-Carire la principale concorrente di ConSors, ha presentato dei risultati molto deludenti, mentre proprio giovedì scorso Charles Schwab, il più grande broker online degli Stati Uniti, ha dovuto annunciare una revisione delle stime relative ai propri margini di profitto e il varo di un programma di riduzione dei costi che include il taglio dell’11%-13% della forza lavoro.

Un`altra delle conseguenze del ribasso è che i broker-online non possono ottenere più molti nuovi clienti come in passato. Il numero dei clienti di ConSors era aumentato per esempio nel primo trimestre 2000 rispetto al trimestre precedente dell`87,5%. Nel quarto trimestre del 2000 è stato registrato però solo un aumento del 5% rispetto al terzo trimestre.

A causa di queste circostanze gli esperti di SES Research hanno rivisto al ribasso già la scorsa settimana le stime relative al numero dei conti di ConSors nel 2001: da 1 milione a 736.000. Per quanto riguarda l`utile per azione SES Research prevede ora inoltre solo €0,65 (stima precedente: €1,46).

Nel 2000 il giro d`affari di ConSors dovrebbe aver raggiunto secondo Johannes Thorman della WestLB Panmure €274 milioni mentre l`utile netto dovrebbe essere stato di €13,5 milioni. Alexander Kachler di Merck Finck & Co. prevede un fatturato a €271,2 milioni ed un utile netto a €16,9 milioni. Nel 1999 ConSors aveva fatturato circa €153 e presentato un utile netto pari a €14,7 milioni.

Nella conferenza stampa gli analisti osserveranno in particolar modo le previsioni dell`impresa per quest`anno e quali provvedimenti ConSors prenderà per reagire al ribasso sulle piazze finanziarie internazionali. Una delle misure potrebbe consistere nell`offrire ai clienti in futuro più servizi a pagamento quali consulenza via e-mail, call-center e “Web-Call-Center” (dove si può vedere via Internet il proprio consulente). Dopo aver fatto delle cattive esperienze in Borsa negli ultimi mesi molti investitori privati desiderano avere infatti più consulenza e consigli “tecnici”anche da parte dei broker online.
Il titolo di ConSors che aveva toccato i suoi massimi a circa €150 lo scorso aprile ha chiuso venerdì a €23. A breve termine il titolo è ancora speculativo: finchè non c`è un chiaro segno di ripresa sui mercati lo spettro della baisse peserà sul giro d`affari delle società che offrono servizi di trading via Internet.

Altrimenti ConSors è da considerare un investimento interessante: il brokeraggio online è un settore molto promettente, l`impresa è in Europa in una migliore posizione rispetto alle concorrenti, un fattore fondamentale: solo chi avrà successo anche negli altri paesi potrà affermarsi a lungo termine sul mercato. ConSors sembra essere valutata al momento in virtù di un rapporto prezzo/utile per l`anno 2002 pari a 13 anche ragionevolmente.