Nel 2019 spesi 301 miliardi di euro in pensioni. Alle donne l’importo più basso

17 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Sostanzialmente stabile il numero di pensionati nel 2019 ammontando a poco più di 16 milioni. Così rende noto l’Istat secondo cui si confermano le ampie disuguaglianze di reddito tra i beneficiari, con il 42,3% della spesa che va al quinto più ricco e un gap marcato a svantaggio delle donne.

Nel 2019, sono poco meno di 23 milioni i trattamenti pensionistici erogati a 16 milioni di beneficiari, per una spesa pensionistica complessiva che raggiunge i 301 miliardi di euro (+2,5% rispetto all’anno precedente).
Gran parte della spesa (273 miliardi, 90,6% del totale, 15% del Pil) è destinata alle pensioni IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti). Tra queste, più di due terzi (67,4%) sono pensioni di vecchiaia e anzianità che assorbono il 79,2% della spesa previdenziale.

In media, l’importo di una pensione di una donna è più basso rispetto a quello riservato agli uomini
per lo stesso tipo di pensione. In particolare, per le pensioni di vecchiaia le donne percepiscono in media 7.783 euro annui in meno degli uomini (-36,1%) per effetto del divario retributivo. Al contrario, per le pensioni di reversibilità alle donne spetta 1,6 volte l’importo degli uomini, per effetto del divario di genere rispetto alla speranza di vita (assorbono infatti il 91% della spesa per pensioni di reversibilità).

Crescono i pensionati che lavorano

Sono 5,2 milioni (32,7% del totale) invece coloro che cumulano due o più prestazioni e oltre un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,6%), più di un quarto da solo (28,2%). Crescono inoltre i pensionati da lavoro che dichiarano di essere occupati (+3,6%) sul 2018.

Nel tempo l’età media dei pensionati che lavorano è cresciuta, per effetto dell’aumento dell’età pensionabile: oltre il 77% ha almeno 65 anni (53,7% nel 2011) e il 41,7% ne ha almeno 70 (25,0% nel 2011.
L’età media dei pensionati con redditi da lavoro raggiunge quindi i 69 anni (66 anni nel 2011); tra gli uomini la media è di circa un anno e mezzo più elevata rispetto alle donne e tra i lavoratori indipendenti supera di oltre tre anni quella dei dipendenti.

Quasi in una famiglia su due c’è un titolare di pensione

Nel 2018, si stima che quasi in una famiglia su due sia presente almeno un pensionato (oltre 12 milioni di nuclei); in particolare, nel 34% dei casi vi è un titolare di pensione e nel 12,4% due e più.

Più di un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,6%) e il 28,2% vive da solo. È invece più contenuta la percentuale di pensionati che vivono in coppia con figli (18,4%), in famiglie con singolo genitore (9,6%), oppure in altra tipologia (8,1%), cioè in famiglie di membri isolati o composte da più nuclei.
Rispetto al resto del Paese, i pensionati del Nord vivono più spesso da soli (29,5%) o in coppia senza figli (39,5%) mentre i pensionati del Mezzogiorno risiedono più frequentemente in coppia con figli (23,7%).