“Nel 1953 debito Germania venne svalutato, in 2015 stessa cosa per la Grecia”

5 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Entra nel vivo la campagna elettorale della Grecia, in vista delle elezioni anticipate che si terranno nel paese il prossimo 25 gennaio. Tra rumor e dichiarazioni, l’euro crolla ai minimi in nove anni nei confronti del dollaro, bucando la soglia di $1,20.

Gli investitori sembrano dare più credito alle indiscrezioni riportate da Der Spiegel, che non ai tentativi del governo tedesco di ribadire l’intenzione di fare in modo che il paese ellenico rimanga nell’euro. Secondo Der Spiegel, la Germania considererebbe gestibile un’uscita della Grecia dall’Eurozona.

Leggi a tal proposito: Germania: “Atene non ci ricatterà più”. Ma Economist: “non fate come ai tempi Lehman”.

Il partito all’opposizione Syriza, contrario all’austerity ma favorevole all’utilizzo della moneta unica, è dato in vantaggio nei sondaggi pre elettorali di 3-10 punti, a seconda delle rilevazioni. Il voto è alle porte: si terrà il 25 gennaio.

Intanto, si intensificano i prelievi dei depositi bancari in Grecia; stando a quattro banchieri che hanno chiesto di non essere citati e che sono stati sentiti da Bloomberg, su base netta i flussi in uscita dalle banche sono stati di 3 miliardi di euro, dopo che a novembre i depositi erano scesi di 222 milioni di euro su base mensile, a 164,3 miliardi (dati di novembre riportati dalla Bank of Greece”.

In un contesto che si presenta sempre più confuso, arrivano le dichiarazioni degli esponenti dei maggiori partiti greci. Alexis Tsipras afferma che Syriza (il suo partito di sinistra anti-austerity, in testa ai sondaggi) “vuole la svalutazione del valore nominale del debito greco”. Tsipras motiva l’obiettivo con la storia.

Nel 1953, “la Germania ha assistito alla svalutazione della maggior parte del valore nominale del suo debito”; di conseguenza, “lo stesso dovrebbe essere fatto per la Grecia nel 2015”. Ancora si legge in una nota che “Syriza porrà fine alla tragedia sociale, all’incubo dell’austerity” e che “il partito garantirà i depositi bancari”.

Il partito precisa di voler continuare a dialogare con i partner europei, e di non desiderare la rottura né l’uscita dall’euro. L’obiettivo è di porre fine all’assurdità sociale ed economica dei memoranum e delle politiche di austerity. Di conseguenza, Syriza avvierà in caso di vittoria trattative sul debito “sincere e risolute” . Il partito si esprime a favore del QE, ovvero dell’acquisto dei titoli governativi, da parte della Bce e invita Mario Draghi a non escludere Atene, dal momento che il QE “deve includere la Grecia”.

Non manca un attacco contro la Germania: “La vera minaccia per l’Europa è la politica di Merkel”. E ancora: “Il debito greco non è sostenibile, ha bisogno di essere ristrutturato”. Nel suo discorso del fine settimana, Tsipras ha definito le politiche di austerity “irragionevoli e catastrofiche”.

Si fa sentire intanto anche il premier greco Antonis Samaras, avvertendo l’Europa su una vittoria di Syriza che, a suo avviso, provocherebbe il default e la conseguente uscita della Grecia dall’Eurozona.