Nasdaq torna a salire dopo sell-off, ma Credit Suisse invita alla cautela

15 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Dopo il sell off dei giorni scorsi sui titoli tecnologici Usa ieri è tornato a splendere il sole sul Nasdaq Composite. L’indice hi-tech di New York ha chiuso la seduta, aggiungendo 203,11 punti, ovvero l’1,87% a 11.056,65 punti.

Un sospiro di sollievo, dunque, per gli investitori del settore high tech americano, che dopo la forte accelerazione di agosto, che aveva portato a +25% i rialzi da inizio anno fino al 9%, sono stati finiti nel vortice di una inattesa e drastica correzione.

Cosa aspettarsi da ora in poi?

Secondo gli analisti di Credit Suisse, che hanno abbassato il rating del comparto da outperform a neutral,

“dopo l’andamento robusto di agosto e la situazione tirata sul piano tecnico, c’era la tentazione di realizzare delle prese di profitto, che rappresenta anche la ragione per la quale abbiamo portato a neutrale il nostro giudizio outperform di lunga data sul settore IT.
Ciononostante i driver di crescita del settore IT come 5G, intelligenza artificiale e cloud restano intatti e l’accelerazione della tendenza alla digitalizzazione consente alle imprese IT di espandere le loro catene del valore in altri settori, sconvolgendo ulteriormente parti della “economia del vecchio mondo”.
Allo stesso tempo, i titoli tecnologici trattano con un premio di valutazione impegnativo rispetto al mercato in generale. Sebbene tale premio sia motivato da tassi di crescita, margini e cash flow superiori, un’ulteriore temporanea debolezza resta un rischio, in particolare dopo l’andamento brillante di quest’anno”.

Con un rapporto forward P/E a 12 mesi a 31, un P/B di 7,6 e un rendimento da dividendo dell’1%, il settore IT tratta a livelli dispendiosi rispetto al mercato in generale, rispettivamente a 23,3, 2,5 e 2,5%.

“A questo punto, pertanto favoriamo qualche presa di profitto, cristallizzando la performance stellare da inizio anno. Il modo migliore per investire in IT, a nostro parere, è di riallocare gli investimenti verso prodotti strutturati che prevedano una protezione al ribasso consentendo pur sempre un’esposizione alla tesi positiva a lungo termine” concludono da Credit Suisse.