NASDAQ: COSA DICONO I GURU

5 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

La corsa sulle montagne russe del Nasdaq ha lasciato ieri senza fiato anche i piu’ scafati operatori di Wall Street, che non ricordano una seduta del genere dai giorni neri dell’ottobre 1987. Ma lo spettacolare recupero, dopo un tuffo di 575 punti in negativo, ha dato l’impressione che il peggio sia passato.

Ecco ora le previsioni dei piu’ ascoltati analisti finanziari.

Marshall Acuff, Salomon Smith Barney:

“La chiusura dei mercati e’ stata molto incoraggiante e la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi giorni. Abbiamo visto il nervosismo arrivare alle stelle, ma ora gli investitori faranno bene a concentrarsi sui profitti aziendali, che saranno generalmente buoni”.

Thomas Galvin, Donaldson Lufkin & Jenrette:

“L’emotivita’ ha sopraffatto il buon senso. I fondamentali non sono cambiati per i titoli tecnologici, eccetto forse per Microsoft, ma anche in questo caso e’ ragionevole pensare che concorrenti come Sun Microsystems, Oracle e America Online ne trarranno vantaggio.
Ho sentito la stessa aria di panico che c’era nel terzo trimestre del 1997, durante il crollo di Long Term Capital Management e la crisi finanziaria globale. Ma oggi non c’e’ nulla di tutto questo all’orizzonte.
I fondamentali sono robusti. Speriamo che il recupero finale di ieri sia un segno del ritorno alla calma”.

Michael Holland, Holland & Co.:

“Una combinazione di fattori, da Microsoft al timore di una stretta da mezzo punto sui tassi da parte della Fed, ha prodotto l’ondata di vendite di ieri. Queste due preoccupazioni che arrivano da Washington hanno pesato sui mercati. Il bagno di sangue a meta’ giornata dovrebbe almeno aver calmato i timori della Fed”.

Hugh Johnson, First Albany:

“Puo’ darsi che la bolla abbia prodotto uno scoppio, ma certo non si e’ sgonfiata. E’ successo qualcosa che ha cambiato l’umore di Wall Street. Siamo in una fase di forte speculazione su societa’ a larga capitalizzazione nel settore tecnologico e di Internet in particolare. Alcuni titoli sono saliti troppo e troppo in fretta. Le speculazioni rendono i mercati piu’ emotivi e capita che il passo sia breve a precipitare nel panico”.

Ed Kerchner, PaineWebber:

“Non ho mai visto nulla del genere. Questa corsa sulle montagne russe ci insegna cosa succede quando il panico all’improssivo sopraffa’ l’ingordigia. Tutti vogliono i tecnologici perche’ offrono i rialzi maggiori. Ma gli investitori vogliono anche che le societa’ facciano profitti. Quello che raccomando e’ di non comprare azioni di societa’ spuntate come funghi, ma di puntare sulla qualita’: IBM, Cisco, Oracle, Motorola, Nextel, Hewlett-Pakard”.

Charles Pradilla, S.G. Cowen:

“A mezzogiorno di ieri abbiamo visto l’inizio della fine di una fase di correzione nel settore tecnologico. Quello che ho continuato a ripetere ai miei collaboratori e’ che i fondamentali sul lungo termine sono assolutamente eccellenti per l’high-tech. Il mio consiglio e’ di puntare sulle grandi societa’ e di non cercare gratificazioni immediate. Il mercato ha bisogno di calmarsi e di ritrovare un punto di equilibrio. Bisogna considerare gli investimenti su un periodo di almeno 12-18 mesi”.

Byron Wien, Morgan Stanley Dean Witter:

“La moda del momento e’ fare acquisti nei momenti di svendita, ma quello a cui abbiamo assistito ieri a mezzogiorno e’ il lavoro di operatori professionisti, di gente che conosce il mercato come le proprie tasche, non di singoli investitori. Il settore tecnologico e’ largamente sopravvalutato, ma anche il resto del listino e’ su livelli molto alti. Forse la Borsa dovra’ scendere ancora prima che possa iniziare una nuova fase”.