Nasdaq cinese in crisi di liquidità: Shenzhen in profondo rosso

17 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Sarà ricordato come il peggior anno dal 2008 quello in corso per l’indice Shenzhen Composite, l’equivalente cinese del Nasdaq che risulta in profondo rosso, a -35% da inizio anno. Lo riporta oggi Bloomberg secondo cui l’indice composito di Shenzen ha perso ieri l’1,9 per cento estendendo così un minimo di quattro anni. A pesare le vendite forzate di titoli che stanno peggiorando le cose per la piazza cinese, dove gli investitori stanno già affrontando le perdite più forti da dieci ani a questa parte.

Le azioni a Shenzhen in genere sopportano il peso della perdita di fiducia nel mercato azionario a causa delle loro valutazioni più elevate. Ora c’è una crisi di liquidità nel mercato azionario e le azioni stanno nuovamente iniziando a dare l’allarme.

 Così Yang Hai, analista di Kaiyuan Securities Co. L’indice Shenzhen è sceso del 34%  nel 2018, in linea con la crisi finanziaria globale del 2008, quando chiuse con il 62 percento in meno. Circa un quinto delle azioni su oltre 2.000 – la maggior parte di  startup avviate privatamente – hanno perso almeno la metà del loro valore.  Il calo del Nasdaq cinese arriva nonostante gli sforzi dei regolatori, in primis la Banca centrale cinese che a inizio mese è intervenuta per tagliare le riserve obbligatorie delle banche come misura di stimolo all’economia e l’incoraggiamento agli investitori di puntare su società quotate per ridurre i rischi di liquidità connessi ai prestiti garantiti da azioni. La caduta dello Shenzhen è quindi un chiaro segnale che tali ulteriori provvedimenti stanno avendo un impatto molto limitato.

“Se non ci sono politiche reali per curare la serie di problemi e disturbi nel nostro  mercato, nessuno sarà disposto a correre il rischio. Le autorità continuano a dire che c’è spazio per più politiche, ma dove sono?”

 

ha detto Hai