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Mutuo a tasso fisso o variabile? I consigli per sceglierlo

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ROMA (WSI) – Se si parla di mutui purtroppo non mancano i dati negativi, che ci ricordano quasi ogni settimana che le erogazioni sono al palo, i criteri per la concessione sono sempre più severi e il mercato immobiliare è stagnante. Eppure per alcuni è ancora possibile realizzare il sogno di diventare proprietari, quindi la priorità diventa un’altra: come scegliere le condizioni più vantaggiose (tasso fisso, variabile, e mille altri dettagli) per risparmiare sulla rata?

La valutazione del richiedente e, di conseguenza, le caratteristiche del mutuo, spettano alla banca (Barclays, ad esempio, potrebbe dare un giudizio di fattibilità diverso da Cariparma e viceversa). Tuttavia ci sono tre mosse che possono rivelarsi vincenti per evitare rate troppo alte, o che gli interessi siano più del dovuto. Le ha spiegate il Sole 24 Ore, ne diamo qui una breve sintesi.

I primi due sono dedicati a tutti coloro che non si fidano del tasso variabile, per timore di improvvise impennate della rata, nonostante adesso sia decisamente la formula più conveniente a causa dei tassi molto bassi. Anziché un variabile puro, si potrebbe stipulare un “finto fisso”, ovvero un mutuo a tasso variabile che prevede il pagamento di una quota mensile più alta, pari a quella dell’equivalente a tasso fisso. L’eccedenza verrebbe accumulata in un conto d’appoggio e si trasformerebbe così in un salvadanaio per le emergenze, se la rata dovesse davvero gonfiarsi troppo.

La seconda strada è la stipula di un mutuo a tasso fisso con Irs rinnovabile. Solitamente i finanziamenti a tasso fisso vengono agganciati a questo indice a 25 anni, mentre rinnovarlo ad esempio di 5 anni in 5 anni permetterebbe di risparmiare sugli interessi (con circa 150 punti base in meno, ndr). Il rovescio della medaglia, in questo caso, è il rischio che alla scadenza del lustro, l’Irs sia nel frattempo risalito, rovinando in parte o del tutto il risparmio.

L’ultimo consiglio è rivolto invece a chi ha già un mutuo sulle spalle, ma desidera rinegoziarne le condizioni presso la propria o un’altra banca. Nella maggior parte dei casi, le banche propongono una riduzione della rata mensile a fronte dell’allungamento della durata del mutuo. Non è tutto oro quello che luccica però: l’apparente sollievo si traduce in un monte interessi più alto da pagare sulla durata restante. Se possibile, anziché pagare meno più a lungo, è meglio pagare un po’ di più per un periodo più breve, in modo da non dover versare più interessi del dovuto.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Super Money – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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