Mutui: crollo degli indici Irs risveglia il mercato delle surroghe

11 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Il crollo degli indici IRS, ovvero il tasso interbancario applicato ad un mutuo a tasso fisso, registrato nel corso del terzo trimestre (-40 punti base nel trimestre), risveglia l’interesse di privati e famiglie per la rottamazione del proprio mutuo.

È quanto sottolinea l’ultima edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it che mette in evidenza come l’effetto risulti particolarmente evidente con riferimento al canale online, che rappresenta una vera e propria cartina tornasole per l’osservazione delle dinamiche di domanda relative ai mutui con finalità surroga: il peso della componente di richieste con finalità surroga passa infatti dal 39% registrato nel secondo trimestre al 60% del totale richieste raccolte durante il terzo trimestre.

 

Allo stesso tempo, migliora ulteriormente nel corso del trimestre il livello dei migliori tassi di offerta sui mutui per privati, in particolar modo con riferimento ai mutui a tasso fisso.

I migliori spread di offerta durante il trimestre, pressoché stabili per i mutui a tasso variabile, registrano per i mutui a tasso fisso una riduzione di circa 10 punti base sul periodo.
Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread per mutui a tasso fisso passano infatti da una media dello 0,5% sul secondo trimestre ad una media dello 0,4% sul terzo.

Sale intanto la domanda di mutui a tasso fisso

L’effetto combinato della diminuzione degli spread sui mutui a tasso fisso assieme alla riduzione degli indici IRS nel corso del trimestre, porta con sé non solo una ripresa della domanda di mutui di surroga ma anche una maggiore polarizzazione delle preferenze della domanda verso nuovi mutui a tasso fisso.

Sul canale online le preferenze della domanda verso il tasso fisso passano dal 72% nel secondo trimestre all’83% del totale nel terzo trimestre. Privati e famiglie, consci del momento unico di mercato per quanto riguarda spread di offerta bancari e valori degli indici di riferimento IRS, scelgono quindi di bloccare la rata del proprio mutuo per l’intero periodo di rimborso approfittando di tassi fissi a nuovi livelli di minimo storico.

Il livello particolarmente vantaggioso dei tassi, permette una riduzione del peso della rata mensile che contribuisce in parte ad un nuovo e significativo aumento dell’importo medio richiesto per i nuovi mutui.
L’importo medio richiesto
del mutuo cresce ancora attestandosi a settembre a 133.315 euro; in termini assoluti si tratta del valore più elevato fatto registrare negli ultimi 7 anni dopo il picco del giugno 2012, quando la media dei mutui richiesti era risultata pari a 133.760 euro.

…mentre aumentano le compravendite

Passando ad analizzare il mercato immobiliare, la ripresa continua il suo percorso di crescita: nel secondo trimestre 2019 il numero delle compravendite risulta in crescita del +3,9%, in rallentamento rispetto all’8,8%, registrato nel trimestre precedente.
La dinamicità del mercato immobiliare, non trova però piena corrispondenza con l’andamento dei mutui residenziali che per i trimestri precedenti soffre una forte contrazione delle erogazioni di mutuo con finalità surroga.

A confermarlo, i dati di Banca d’Italia che registrano una contrazione dei nuovi flussi di mutui erogati nel secondo trimestre 2019 pari a -14,5%, primo dato negativo dopo quattro trimestri di andamento positivo dei nuovi flussi di erogato.