Mutui: crescono durata e importo, ma scende l’età media dei sottoscrittori

29 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Si allunga nel primo semestre 2022 la durata media dei mutui, che passa da 24,7 anni del 2021 a 26 anni del 2022. È uno dei risultati dell’ analisi condotta da Kìron Partner spa, da cui emerge che a livello nazionale il 78,8% dei mutui ha una durata compresa tra 21 e 30 anni (72% nel 2021) e il 21,2% si colloca nella fascia 10-20 anni (27,9% nel 2021), mentre i prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni restano residuali. In crescita, nello stesso periodo, anche l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale, che si è attestata a 120.100 euro, in aumento rispetto al 2021 (+5%).

Chi sono i sottoscrittori dei mutui?

Evidenti gli effetti delle agevolazioni del Governo sui mutui prima casa per gli under 36L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nella prima parte del 2022 è di 38,9 anni (40 anni nel 2021) con una concentrazione nella fascia 18-34 del 38,3% rispetto al 35,6% del 2021, e nella fascia da 35-44 anni del 34,7% rispetto al 34,8% dello scorso anno.

Renato Landoni, presidente Kìron Partner spa, ha commentato:

“Confrontando i dati dei primi nove mesi del 2022 con l’analogo periodo 2021, si può notare come le misure a vantaggio degli under 36 in Italia abbiano funzionato. Hanno avuto un impatto sull’età media del mutuatario che è scesa in virtù dell’incremento nella fascia d’età più giovane, 18-34 anni. Allo scopo di mitigare l’aumento dei tassi di interesse si sono scelte durate più lunghe che di conseguenza hanno così premesso di ricevere finanziamenti più alti. L’acquisto della prima casa rimane la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e rappresenta il 94,4% del totale delle richieste (nel 2021 era del 87,6%), la seconda casa resta al 2,1% come nel 2021, e sostituzione o surroga scendono all’1,8%. Coloro che scelgono un finanziamento per costruzione o ristrutturazione rappresentano lo 0,9% e le restanti finalità di consolidamento o liquidità rappresentano solo l’1,2% del totale”.