Munger: “il mercato azionario? È più pazzo ora, che ai tempi delle dot com”

3 Dicembre 2021, di Mariangela Tessa

L’attuale mercato azionario? È “più pazzo ora, che ai tempi del scoppio della bolla delle dotcom”. È il parere di Charlie Munger, 97enne vicepresidente di Berkshire Hathaway, che, intervistato alla Sohn Hearts & Minds Investment Conference, ha detto di considerare l’attuale mercato azionario il più estremo della storia recente.

Mercato azionario, cosa pensa Munger

“Alcune delle valutazioni viste nel boom delle dotcom erano più alte”, ha detto. “Ma nel complesso, quello attuale è un mercato più folle di quello dello scoppio della bolla Internet del 2000”.

Per il braccio destro di Warren Buffett, molte società ora scambiano a prezzi che rappresentano 35 volte gli utili. Una situazione che rende complicato per gli investitori ottenere rendimenti.

“È difficile ottenere risultati che potrebbero essere definiti normali”, ha affermato Munger.

Munger sulle criptovalute: “Vorrei che non fossero mai state inventate”

Allargando lo sguardo alle criptovalute, Munger ha detto che avrebbe preferito che non fossero mai state inventate ed esprime ammirazione nei confronti della Cina che ha deciso di vietarle nel Paese.

“Vorrei che non fossero mai state inventate. E ammiro i cinesi, penso che abbiano preso la decisione corretta” ha spiegato, aggiungendo che gli USA hanno preso la decisione sbagliata.

Non è la prima volta che il manager punta il dito contro le valute digitali. In diverse occasioni, Munger ha dichiarato senza ricorrere a giri di parole di non esserne sostenitore, motivando la propria posizione puntando anzitutto il dito contro l’estrema volatilità dell’asset che, per tale motivo, non può essere considerato uno strumento di scambio globale. L’attenzione è rivolta anche alla sua struttura che mostra il fianco a impieghi non propriamente legittimi.

Oggi le criptovalute hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre 2.600 miliardi di dollari, una cosa impensabile solo fino a un anno fa.

Nel frattempo, l’indice S&P 500 è più che raddoppiato dai minimi della pandemia di marzo dello scorso anno, mentre Bitcoin è cresciuto di oltre il 1000%. Gli investitori hanno versato quasi 900 miliardi di dollari in fondi azionari nel 2021, superando il totale combinato degli ultimi 19 anni, secondo i dati di Bank of America.