Fonte: Istock
Il mercato riavvolge il nastro dopo settimane di incertezza e premia la continuità manageriale. La conferma di Luigi Lovaglio alla guida di Banca Monte dei Paschi di Siena ha innescato un immediato rimbalzo in Borsa: oggi, in apertura di seduta, il titolo segna un rialzo superiore all’1%, tornando a sfiorare quota 9 euro.
Tra mercoledì e giovedì, la capitalizzazione dell’istituto senese è cresciuta di circa 2 miliardi, raggiungendo i 26,7 miliardi. Un segnale chiaro: gli investitori leggono la stabilizzazione della governance come un passaggio decisivo per rimettere in moto il percorso strategico.
Piano industriale: redditività e maxi-dividendi
A sostenere il rally non è soltanto la fine delle tensioni interne, ma soprattutto la credibilità ritrovata del piano industriale presentato a febbraio. Il progetto punta a 3,7 miliardi di utili al 2030 e a una distribuzione complessiva di circa 16 miliardi agli azionisti nell’arco di cinque anni.
Target che, solo poche settimane fa, erano stati accolti con scetticismo dal mercato, come dimostrato dal tonfo del titolo a fine febbraio. Oggi lo scenario appare ribaltato anche grazie al sostegno del primo azionista Delfin, che con il 17,5% ha blindato la linea Tortora-Lovaglio, dissipando i dubbi sulla tenuta del vertice.
Mediobanca e il cantiere del terzo polo
La vera scommessa resta però l’integrazione con Mediobanca, perno del progetto industriale. Il piano prevede la fusione con successivo scorporo delle attività di investment e private banking, con sinergie stimate in 700 milioni.
Il mercato ha iniziato a prezzare anche questo scenario: il titolo Mediobanca è salito del 2,37% nell’ultima seduta, portando a oltre il 7% il guadagno in due giorni. In movimento anche Assicurazioni Generali, partecipata chiave nel risiko finanziario, in rialzo dello 0,7% in controtendenza rispetto al Ftse Mib.
L’obiettivo dichiarato è la creazione del terzo gruppo bancario italiano, alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit, con 9,5 miliardi di ricavi al 2030 e un Rote del 18%, tra i più elevati in Europa.
Gli analisti: più chiarezza ma esecuzione da testare
Se il mercato ha reagito con entusiasmo, il giudizio degli analisti resta articolato e, per certi versi, prudente. Secondo Morningstar DBRS, il ritorno di Lovaglio rappresenta innanzitutto un fattore di stabilizzazione: l’agenzia sottolinea che la sua riconferma «offre maggiore chiarezza sulla leadership in un momento critico» e dovrebbe contribuire a ridurre l’incertezza sulla direzione strategica e sull’attuazione dell’integrazione con Mediobanca.
Nel suo report, Morningstar DBRS richiama anche il ruolo già svolto dal manager nella ristrutturazione della banca, evidenziando i progressi nella riduzione del rischio di bilancio, nel rafforzamento patrimoniale e nel recupero reputazionale. In questa chiave, la continuità gestionale viene considerata un elemento cruciale in una fase di trasformazione ancora incompiuta. Allo stesso tempo, l’agenzia avverte che le tensioni recenti tra gli azionisti impongono di monitorare attentamente l’evoluzione della governance e la capacità del nuovo consiglio di amministrazione di sostenere un’esecuzione operativa efficace.
Una lettura in parte diversa arriva da Barclays, che definisce l’esito dell’assemblea “inatteso” e invita a spostare l’attenzione sulle prossime mosse strategiche. Gli analisti dell’istituto britannico ritengono che l’integrazione con Mediobanca sia destinata a procedere, anche perché sostenuta a livello sistemico e regolamentare, ma sottolineano come la vera incognita riguardi la capacità del board di operare senza attriti, alla luce di una composizione non pienamente coesa.
Barclays evidenzia inoltre che resta aperto il dossier relativo alla partecipazione in Assicurazioni Generali. Da un lato, la banca dispone di capitale in eccesso e non ha necessità immediata di dismissioni; dall’altro, una cessione potrebbe migliorare la qualità della governance e fornire ulteriore flessibilità in vista di future operazioni straordinarie. In questo quadro, eventuali strumenti come il buyback potrebbero essere utilizzati per attenuare l’impatto diluitivo sugli utili per azione.
Nel complesso, il messaggio che arriva dalle case d’affari è duplice: la rinnovata chiarezza strategica è un elemento positivo e già riflesso nei corsi azionari, ma la vera prova sarà la capacità di tradurre il piano in risultati concreti, mantenendo coesione interna e disciplina esecutiva.
Risiko bancario: torna Banco Bpm
Sul fondo riemerge il tema del consolidamento. Il Lovaglio-bis potrebbe riaprire la stagione dell’M&A, con Banco BPM tra i potenziali protagonisti.
Il sostegno convergente di azionisti chiave e il voto favorevole dello stesso Banco Bpm alla lista Lovaglio vengono letti dal mercato come segnali di una possibile convergenza strategica. Secondo gli analisti, il nuovo assetto aumenta le probabilità di operazioni straordinarie nel breve-medio periodo.
Dopo mesi di turbolenze, Banca Monte dei Paschi di Siena torna così al centro del risiko bancario italiano. E questa volta, con una capitalizzazione che cresce di miliardi, il mercato sembra disposto a credere davvero nel progetto.