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Monte dei Paschi presenta i conti semestrali, ma l’attenzione del mercato resta concentrata sull’Ops lanciata su Mediobanca e sulle possibili contromosse del gruppo Generali.
L’offerta pubblica di scambio su Mediobanca difatti è il vero cuore della strategia della banca senese per i prossimi mesi. L’obiettivo è ambizioso: ottenere il controllo del 66,6% di Piazzetta Cuccia e dare vita a un colosso italiano del wealth management. Forte di un eccesso di capitale stimato in 2,8 miliardi di euro, come emerge dai conti semestrali appena presentati, Mps intende usare questa forza patrimoniale per rafforzare la propria proposta e convincere così gli azionisti di Mediobanca.
Mps-Mediobanca: a che punto siamo
La banca senese presentando i conti, ricorda come l’offerta lanciata da Rocca Salimbeni è partita il 14 luglio e resterà aperta fino all’8 settembre. Secondo il ceo Luigi Lovaglio, l’operazione mira a liberare il potenziale di Mediobanca senza snaturarne l’identità:
“La nostra proposta non vuole sostituire i punti di forza di Mediobanca, ma valorizzarli. Il nostro modello è più ampio, diversificato e capace di generare valore reale”.
Lovaglio non ha risparmiato critiche al management guidato da Alberto Nagel, definendone l’approccio “difensivo e privo di una chiara strategia”.
E nel risiko bancario si inserisce anche Banca Generali. Il cda del Leone è chiamato a decidere sull’estensione decennale degli accordi distributivi con Banca Generali, valutando anche la possibilità di coinvolgere la rete di Piazzetta Cuccia. Un eventuale via libera potrebbe accelerare i tempi e portare alla convocazione di un’assemblea straordinaria di Mediobanca già il 21 agosto, aprendo così la strada a una profonda riorganizzazione del settore del wealth management in Italia.
L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, guarda con attenzione agli sviluppi, pronto a rispondere alla mossa di Alberto Nagel, ceo di Mediobanca. La vera carta da giocare per Siena è la robustezza del proprio bilancio: con un CET1 fully loaded al 19,6% e un capitale primario di alta qualità pari a 8,5 miliardi di euro – valore coerente con quello registrato a fine 2024 – Mps dispone di un eccesso di capitale stimato in circa 2,8 miliardi. Una riserva importante, da utilizzare per rafforzare l’offerta e sostenere l’ambizioso progetto di integrazione con Mediobanca come riporta Milano Finanza.
Mps: i conti del primo trimestre
Parallelamente all’Ops, Monte dei Paschi ha pubblicato conti semestrali robusti, a conferma della solidità dell’istituto. L’utile netto si è attestato a 892 milioni di euro. Il dato è in calo rispetto allo stesso periodo del 2024 (-23%) a causa di vantaggi fiscali straordinari contabilizzati l’anno scorso. Tuttavia, al netto di queste componenti una tantum, l’utile rettificato segnerebbe un incremento del 21,4%, arrivando a quota 856,8 milioni. Il secondo trimestre si è chiuso con un utile di 479 milioni, ben sopra le stime degli analisti.
I ricavi totali del semestre sono cresciuti dell’1,1% su base annua, toccando i 2,05 miliardi di euro. Il dato è trainato da un aumento delle commissioni nette (+9,1%) e da una crescita significativa dei ricavi da gestione finanziaria (+32,2%), che hanno compensato il calo del margine di interesse (-6,7%).
Mps continua a mostrare efficienza operativa: il cost/income ratio si mantiene al 45,9%. Gli oneri operativi ammontano a 943 milioni (+2%), principalmente per effetto del rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il risultato operativo lordo è salito a 1.111 milioni (+0,5%), mentre quello netto ha raggiunto 936 milioni.
Il costo del credito è sceso a 175 milioni, con un tasso di provisioning a 43 punti base. I crediti deteriorati netti si sono ridotti a 1,7 miliardi, con una copertura del 49,3%.
Mps può contare su una posizione patrimoniale tra le più solide del sistema bancario: il CET1 ratio fully loaded è stabile al 19,6%, con un buffer di 840 punti base sopra i requisiti minimi. Il Total Capital Ratio è pari al 21,8%, mentre il patrimonio netto al 30 giugno 2025 si attesta a 11,5 miliardi di euro, in lieve calo rispetto a marzo per effetto della distribuzione del dividendo 2024 da 1,08 miliardi.
Infine, la raccolta complessiva è salita a 200,4 miliardi di euro, spinta da una crescita della raccolta indiretta. Gli impieghi alla clientela sono aumentati a 80,5 miliardi (+1,9 miliardi nel trimestre), grazie soprattutto a mutui e finanziamenti. La liquidità operativa disponibile è pari a 31 miliardi.