Mps, Profumo: “non staremmo in piedi senza taglio costo lavoro”

1 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Anche noi abbiamo dovuto ridurre drasticamente il costo del lavoro altrimenti la banca non sarebbe stata in piedi, abbiamo fatto un aumento di capitale e riunito un consorzio per un secondo aumento grazie a questo percorso”. E’ qaunto ha detto Alessandro Profumo, presidente di Monte dei Paschi, in occasione di un convegno che si è tenuto a Chianciano Terme, in provincia di Siena.

“La strada obbligata è avere delle aziende competitive che possono poi creare altre opportunità di lavoro. Se un’impresa non ha la capacità di stare in piedi con le proprie gambe diventa difficile che possa essere motore per il futuro”.

“Le banche non possono andare contro la legge di gravità per il rinnovo del contratto di categoria. Se i ricavi sono stabili o in discesa e il costo unitario del lavoro cresce non quadriamo i conti”, ha detto sempre Profumo, rilasciando una intervista a Focus Economia su Radio 24, e parlando in particolare della rottura delle trattative con i sindacati dei bancari sul rinnovo del contratto.

“La nostra volontà è quella, prima o poi di fare un contratto. Se per il 31 dicembre non è successo nulla, e comunque la disdetta deve essere data, noi potremmo dire che la eventuale disapplicazione avviene dopo un certo periodo di tempo se non si fa un accordo”.

Il contratto dei bancari sarà con ogni probabilità disdetto alla scadenza il prossimo 31 dicembre “ma la disapplicazione effettiva può slittare se c’è una visione di dove andiamo a parare” con i sindacati. Profumo ha ricordato quindi i cinque capitoli principali della vertenza: “recupero dell’inflazione, Tfr, scatti di anzianità, area contrattuale e inquadramenti. Sono cinque elementi su cui serve un punto di equilibrio. Siamo coscienti che dovremo muoverci dalle situazioni di partenza dando sostenibilità di lungo periodo al settore”.

Sugli stipendi dei top manager,Profumo ha osservato che “al Monte dei Paschi ogni esponente dell’attuale gruppo dirigente guadagna meno rispetto al suo omologo della gestione precedente: l’insieme del gruppo dirigente guadagna il 26% in meno e se nel contratto nazionale dei bancari ci fosse un risparmio del 26% lo firmeremmo domattina”.

Secondo Profumo “il calo delle retribuzioni dei vertici” è avvenuto anche in altre banche.

Riguardo al capital plan della banca, all’esame delle istituzioni Ue: “Stanno lavorando sul piano, vedremo cosa ci diranno. Non abbiamo avuto alcuna comunicazione, alcuna richiesta di revisione, come è stato scritto da qualcuno nei giorni scorsi. Non abbiamo ricevuto nulla, loro stanno lavorando noi aspettiamo”. (Lna)