Mps +5% dopo “panic selling”. Titolo -35% in un mese. Arriva il bilancio

13 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Performance al rialzo per il titolo Mps, che alle 11.30 ora italiana segna un rialzo +4,88% circa a quota 0,666 euro. Stando ai dati diffusi su Borsa italiana, il titolo ha perso oltre -35% in un mese, scendendo oltre -57% in sei mesi e oltre -53% in 1 anno.

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MILANO (WSI) – Mps ha sostenuto oltre 300 milioni di accantonamenti straordinari per tagliare oltre 1.300 dipendenti. E’ quanto emerge da una nota del gruppo, in concomitanza con la pubblicazione dei risultati di bilancio, che hanno evidenziato una perdita, nei primi nove mesi dell’anno, di 1.150 milioni di euro. Nel singolo trimestre Mps ha perso 797 milioni.

La riduzione dei dipendenti rientra nell’ambito del Piano di Ristrutturazione stabilito con Bruxelles. La scorsa estate Mps aveva firmato infatti un accordo con le organizzazioni sindacali che prevede la chisura di 150 filiali entro i primi mesi del 2015.

“Lunedì scorso è stato inviato il capital plan” per l’aumento di capitale da 2,5 miliardi alla Bce “per poter avviare la procedura d’approvazione”, ha detto inoltre l’amministratore delegato della banca senese, Fabrizio Viola, nel dare il via alla conference call con gli analisti.

Sia la banca che direttamente Viola hanno affermato che gli effetti dell’Asset quality review della Bce peseranno sui conti anche sul quarto trimestre del 2014. Mps è “impegnata a migliorare la situazione e a trovare una soluzione ai propri problemi. Una soluzione però non può essere trovata nel breve termine: bisogna lavorare all’interno, cercando di migliorare la situazione, ma anche all’esterno trovando soluzioni per esternalizzare una parte del portafoglio sofferenze”, ha detto Viola, precisando che il portafoglio crediti deteriorati è cresciuto a settembre a 24,3 miliardi in aumento dell’8,33% rispetto a fine giugno.

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MILANO (WSI) – Il titolo MPS ha chiuso le contrattazioni della giornata in calo -6,48% a quota 0,635 euro, in attesa della pubblicazione del bilancio. Bilancio che è stato pubblicato dopo la fine della sessione e che ha messo in evidenza una perdita netta di 1,149 miliardi nei primi nove mesi dell’anno.

Sul risultato netto, si legge nella nota della banca, “hanno impattato componenti straordinarie non ricorrenti, tra cui il recepimento degli impatti derivanti dall’Asset Quality Review” della Bce sulle banche europee.

Il risultato operativo, al netto degli oneri non ricorrenti, risulta positivo per 1,6 miliardi di euro (+16,6% su base annuale). Il margine di intermediazione è sceso a 1.553 milioni (-2,5% su anno). Commissioni nette in crescita del 3,2% a 1293 milioni. Rettifiche nette sui crediti deteriorati pari a 2.464 milioni (+60% su base annuale), di cui 1.257 milioni relative al solo terzo trimestre. Oneri operativi in calo del 5,9% su base annuale.

Indice Cost/Income in calo al 64,4% dal 68,8% del secondo trimestre. Per quanto riguarda il patrimonio di prima qualità ampiamente superiore ai minimi regolamentari, il Cet 1 “phased-in” è pari al 12,8%, quello “fully phased” pari all’11,4%.

Dopo la fine delle contrattazioni a Piazza Affari Vincenzo Longo, market strategist di IG, ha fatto notare che “sul finale di seduta si sono intensificate in maniera massiccia le vendite su Banca Monte dei Paschi di Siena (-6,5%), sospesa più volte per eccesso di ribasso. A pochi minuti dalla pubblicazione della trimestrale, tra gli investitori si è diffuso il panico e i volumi sono letteralmente schizzati. Sembra essere ormai scontato che la banca di piazza Salimbeni vada incontro al decimo trimestre consecutivo in perdita, l’unico dubbio riguarderebbe l’entità della stessa”.

Riguardo a cosa devono fare gli investitori: “Sul titolo continuiamo a raccomandare cautela nei prossimi mesi, almeno sino a quando non sarà completato il piano di aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro deciso la scorsa settimana. Sebbene il pool di banche che partecipano all’operazione si siano impegnate a pre garantire la copertura dell’aumento di capitale, gli investitori potrebbero leggere in maniera negativa il mancato collocamento tra il pubblico delle nuove azioni. Questi nostri timori trovano conferma nella decisione della Consob di inizio settimana, che ha deciso di prolungare il divieto di vendite allo scoperto sul titolo sino a fine gennaio. Confermiamo il target price di 0,50 euro”. (Lna)