Movimento 5 stelle chiude al governo tecnico: a nessuno la fiducia

5 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Arriva la smentita di una eventuale apertura del MoVimento 5 Stelle all’ipotesi di un governo tecnico traghettatore del paese fino alle prossime elezioni. Nemmeno se questo fosse formato da persone al di fuori della “vecchia casta” dei politici.

“Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming”.

Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo al Senato del Movimento cinque stelle Vito Crimi.

Crimi poi spiega che “in attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo. Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive”.

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Governo tecnico? “Vediamo, prima lo facciano” poi il Movimento 5 Stelle deciderà. Così Vito Crimi, neo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, aggiungendo: “Non siamo la coalizione che ha vinto: sta a chi ha vinto e al presidente Napolitano decidere”. Altrimenti: “Una soluzione? Un governo a cinque stelle”.

Crimi, nella conferenza stampa con i giornalisti, mette subito i puntini sulle “i”, affermando che, riguardo allo stipendio, “prenderemo 5mila euro lordi, circa 2500-3000 euro. La parte eccedente, qualora ci fosse la possibilita di rifiutarla, lo faremmo. Purtroppo non ci è data questa soluzione, ma troveremo il modo per restituire il resto ai cittadini come abbiamo fatto in Sicilia con il fondo per il microcredito alle aziende”.

A poche ore dall’aut aut di Pierluigi Bersani, “Grillo decida cosa vuole fare o si va tutti a casa”, la riunione dei neoleletti del Movimento 5 Stelle si è aperta a Roma alla presenza di Gianroberto Casaleggio e di Beppe Grillo. “Allora, la diamo la fiducia a Bersani? Siamo qui per questo”, è stata la battuta di Beppe Grillo all’ingresso all’Hotel Universo. Poi il breve discorso introduttivo in apertura della riunione, nel quale Grillo ironizza: “Abbiamo deciso di dare la fiducia a Monti!”.

Grillo ha proseguito, serio: “Abbiamo deciso chi sono i capigruppo, abbiamo discusso sui prossimi passi da compiere. E tutti siamo d’accordo su tutto. Così è perfetto”.

Crimi è neo eletto capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, mentre Roberta Lomabrdi è elettacapogruppo alla Camera. “Il MoVimento 5 Stelle effettuerà una rotazione trimestrale dei capogruppo e portavoce Camera e Senato con persone sempre differenti, la scelta dei capogruppo sarà operata dai gruppi di Camera e Senato”.

Crimi, portavoce di palazzo Madama ha ottenuto 34 preferenze su 54, mentre Roberta Lombardi ha avuto 37 su su 109. I candidati erano in tutto dieci, ma avranno per l’appunto la loro chance tra tre mesi.

Crimi ha detto chiaro e tondo :”Non daremo la fiducia a un governo dei partiti, non daremo la fiducia a un governo dei politici”. L’obiettivo è invece “ridare al Parlamento il ruolo di organo principale della Repubblica Italiana”.

“I giornalisti continuano a chiederci se daremo la fiducia, ma il nostro messaggio mi sembra abbastanza chiaro, non lo capisce solo chi non lo vuole capire”, afferma Crimi che prosegue: “Siamo pronti a fare il nostro dovere. Il Parlamento è l’organo centrale della democrazia italiana. Dobbiamo togliere la sudditanza del Parlamento al Governo, come è stato anche con questa legge elettorale che ha permesso maggioranze schiaccianti e pressioni sui deputati che altrimenti col Porcellum non sarebbero stati rieletti. Dobbiamo ridare al Parlamento il ruolo di organo principale della Repubblica italiana”, cioè il luogo dove “insieme si costruisce la legge con un solo interesse: il benessere dei cittadini, il bene comune, e mai l’interesse personale della rielezione”.

L’incontro è trasmesso in diretta dal canale Youtube ‘La Cosa’. Oltre 20 mila gli utenti collegati. Sul web, enorme l’interesse dei simpatizzanti del Movimento 5 Stelle: “E’la rivoluzione dei bamboccioni”, ironizza una militante. E un altro post: “Il Movimento siamo noi”.chi vuole fare accordi con il PD esca fuori dal Movimento 5 Stelle… Giuseppe invita Beppe a collaborare “ma senza prostituirti, questo è il momento di FARE tutto ciò che è necessario per il bene dell’Italia”. Per Patrizia bisogna “cambiare strategia comunicativa, perchè è iniziata la guerra delle miserie ed il messaggio che passa dalla stampa è che adesso, il problema dell’Italia, siete voi!! Iniziate a ribattere colpo su colpo, correte il rischio dei faccia-a-faccia con i vecchi volponi, fatevi istruire da esperti di comunicazione e scendete in campo ad armi pari!”.

Presentazioni

In poche parole, ogni deputato e senatore si presenta e indica cosa vorrebbe fare una volta messo piede nel palazzo. Donatella Agostinelli, 28 anni, dice basta ai “soldi per le finte rinnovabili, vanno restituiti alla collettività”. Massimiliano Bernini, 37 anni, docente precario, spiega che la priorità va alla “scuola pubblica, c’è mancanza fondi”, e poi alla “lotta alla precarietà”. Alfonso Bonafede, avvocato toscano, ovviamente vorrebbe occuparsi di giustizia mentre Laura Bignami, 43 anni e tre figli, fisica nucleare, vanta un impegno sui casi di “ritardi mentali e sulle difficoltà di apprendimento”. Molti neo parlamentari parlano di informazione e media, spesso puntando il dito sulla stampa e i giornalisti.

“Ho sempre fatto controinformazione, diffusione di informazioni
vera, e spero di continuare a lavorare così”, spiega Monica Casaletto mentre Emanuela Corda, dalla Sardegna, indica come priorità l’abolizione del “finanziamento pubblico alle testate giornalistiche”. E a proposito di abolizione, Federica Daga non dimentica uno dei cavalli di battaglia di Beppe Grillo: “Ripartiamo dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti”.

“Vado in bici e vorrei che potesse andare dall’aeroporto a Montecitorio in bicicletta”, spiega Roberto Cotti, dalla Sardegna. Mentre il veneto Marco Brugnerotto sente tutto il peso della responsabilità: “Questo è l’ultimo tentativo di democrazia. Non dobbiamo sbagliare niente”.