Moscovici ricuce strappo con Roma: “Non tocca a Bruxelles scegliere governi”

4 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

“Bisogna rispettare le democrazie, le decisioni non si prendono sui mercati o a Bruxelles”. E ancora: “L’Italia ha governo che ha la maggioranza, sono soddisfatto e mi auguro di lavorare presto con Tria”.

Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, ospite di Lucia Annunziata nella puntata di 1/2h, prova a raaserenare gli animi dopo dopo le recenti polemiche scatenate dal commissario Ue al budget Günther Oettinger.

“Non sta alla Commissione Ue scegliere i governi, noi collaboriamo con i governi nazionali qualunque siano. La bussola è lavorare sui fatti, non speculo sulla democrazia”, ha aggiunto Moscovici. “Nessuna speculazione ma lavoro, lavoro comune, questa è l’Europa. Quello che che riguarda l’Italia riguarda anche noi, collaboriamo. Io non faccio speculazioni”.

Guardando al futuro, Moscovici ha detto:

“Ci pronunceremo sui fatti: progetti di legge, riforme, manovre finanziarie e il bilancio. La filosofia è: abbiamo un quadro comune, regole comuni ma all’interno della comunita’ c’è totale libertà. Il Governo farà le scelte politiche che deve fare. Roma decide la politica italiana. Le regole comuni non sono di punizione o sottomissione ma di dialogo. Per questo dialogheremo”, ha continuato il commissario Ue agli Affari economici.

E a proposito del dialogo con Bruxelles ha detto:

“Può essere vigoroso ma siamo rispettosi delle divergenze. Bruxelles non è avversario ma partner con il quale bisogna dialogare, con lo stesso rispetto che Bruxelles deve al Governo italiano“, ha spiegato prima di aggiungere: “Non anticipiamo, non speculiamo, siamo rispettosi delle divergenze” e “tutto quello che è stato detto sull’Italia che è sospettoso non è benvenuto, è a Roma che si decide“.

Non sono mancati riferimenti anche sulle politiche migratorie:

“Per i fenomeni migratori serve una risposta europea. Dobbiamo avere un atteggiamento ‘protettivo’ e dare risposte umane. Non siamo allo scontro ma le risposte nazionali non esistono”, ha aggiunto.

Proprio sulla formazione del nuovo governo si è espresso ieri anche l’agenzia S&P’s, che ha detto che, prima di pronunicarsi sul rating, resta in stand by di conoscere il piano economico e di bilancio del governo.