Moody’s declassa 6 paesi in Europa tra cui Italia e Spagna

14 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Non bastano le varie riforme introdotte, il lavoro svolto sino ad ora e il calo dello spread. Ancora un passo indietro per il merito di credito dell’Italia. L’agenzia di rating Moody’s Investors Service annuncia di aver rivisto al ribasso il giudizio, portandolo da A2 ad A3, con prospettive negative.

Colpiti anche altri 5 paesi europei. Declassamento per Malta (da ‘A2’ ad ‘A3’), Slovacchia(da ‘A1’ ad ‘A2’), Slovenia(da ‘A1’ ad ‘A2’), Spagna (da ‘A1’ ad ‘A3’) e Portogallo (da ‘Ba2’ a ‘Ba3’).

Mezza bocciatura e avvertimento anche per 3 paesi AAA: Austria, Francia e Gran Bretagna. L’outlook è stato portato a negativo.

Nella nota Moody’s specifica le 3 motivazioni chiave che l’hanno spinta al declassamento dell’Italia:

1) Incertezza sulle prospettive delle riforme nell’Area euro e l’outlook macroeconomico poco rassicurante sul Blocco. Il tutto dovrebbe continuare a pesare sulla fiducia, già fragile, dei mercati.

2) Le difficoltà che incontra l’Italia nella gestione delle finanze pubbliche, considerando l’ingente stock di debito e l’elevato costo di finanziamento, in un’ottica di deterioramento della situazione macroeconomica del paese.

3) Il rischio che il governo italiano non riesca a raggiungere il target di consolidamento di bilancio e di riduzione del debito, considerando le debolezze strutturali del sistema economico del paese.

Moody’s mantiene dunque l’outlook negativo sul debito italiano. Possibile un ulteriore deterioramento delle condizioni economiche e di finanziamento, anche a causa di continui nuovi rischi dalla crisi in Europa.