Monti: “Berlino stia attenta, rischia rivolta spiriti. Io ho evitato la troika in Italia”

2 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Sul caso Grecia parla anche l’ex presidente del Consiglio italiano, Mario Monti. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex premier così si esprime: definisce “il più rigido” al tavolo delle trattative il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, e sottolinea allo stesso tempo che, se la situazione è così complessa, la responsabilità è di Atene molto più che di Bruxelles: dei governi degli ultimi decenni, e anche di Tsipras e Varoufakis, che in pochi mesi con i loro comportamenti egocentrici hanno dilapidato il patrimonio di simpatia conquistato con la vittoria elettorale”.

Monti non si esime però dal criticare anche la Germania. “La Merkel vince solo se tiene la Grecia dentro l’euro e favorisce l’accordo finale. Se invece si avesse la sensazione che la Merkel e Schäuble non hanno voluto l’accordo, in Europa ci sarebbe una rivolta degli spiriti, un tumulto delle anime: uno scenario drammatico, per l’Europa e per la Germania”.

Allo stesso tempo, tiene a precisare che “l’Europa non sta violando la democrazia greca, come non ha violato la democrazia italiana. Quelle che chiamiamo regole europee non sono fatte per il piacere di qualche burocrate, ma per i greci di domani, per gli italiani di domani; per impedire di continuare a fare debiti per stare meglio oggi, e fare poi stare molto peggio i nostri figli e nipoti. Sono certo che i greci lo comprenderanno, e daranno prova di aver compreso. E io conto di poter ripetere quel che dissi nell’estate 2011, e che ora mi viene rinfacciato”.

E si attribuisce più di un merito: “Qui si fa confusione. La troika non vuol dire l’Europa. E non sono mai stato tanto convinto come ora di aver fatto bene a imporre all’Italia uno sforzo che ci ha evitato la troika”. Di fatto, “la troika significa umiliazione e politica neocoloniale. Noi l’abbiamo evitata. Nel novembre 2011 i tassi erano quasi all’8%. Oggi i tassi sono sotto controllo”.

E quando il giornalista gli fa notare come la tensione sui mercati si sia allentata grazie agli interventi del numero uno della Bce, Mario Draghi, Monti tiene a precisare che: “Il presidente Draghi non avrebbe potuto fare quel che ha fatto, se l’Italia non avesse avviato le riforme strutturali, a cominciare da quella delle pensioni, e non avesse messo ordine nei conti. Sarebbe stato accusato di favorire il proprio Paese. È stato un lavoro di punta e di tacco: prima la Merkel, al consiglio europeo 2012, si persuade a dire che gli interventi di stabilizzazioni sono giustificati; poi viene il tacco della Bce, che avvia gli interventi”.