Monti, alla Camera oltre 90% di sì. ‘Chiederemo sforzi a chi ha dato meno’

18 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

ROMA – Il governo Monti ottiene la fiducia del Parlamento. Dopo Il Senato, anche la Camera ha votato la fiducia con 556 voti favorevoli e 61 contrari, conquistando il 90,11% dei consensi, una maggioranza bulgara. I deputati presenti e votanti sono stati 617, la maggioranza richiesta era di 309 voti.

MONTI: SPERO CLIMA PACATO NEI TONI NON PER IN AZIONE – “Ci auguriamo un clima più pacato nei toni e non nell’azione”. Lo ha detto il premier Mario Monti nella conferenza stampa alla Camera dopo la fiducia. Non siamo manipolo di tecnici. Lavorero’ con umilta’.

MONTI: LUNEDI’ DECRETO LEGISLATIVO SU ROMA CAPITALE – Il prossimo Consiglio dei ministri si terrà “lunedì mattina per adottare uno schema di decreto legislativo su Roma Capitale”. Lo ha detto il premier Mario Monti aggiungendo che lunedì non si parlerà di vice ministri e sottosegretari. Per questa decisione servirà “qualche giorno in più”.

MONTI: GIOVEDI’ RIUNIONE CON SARKOZY E MERKEL – “Giovedì sarò a Strasburgo per una prima riunione a tre con Sarkozy e Merkel”. Lo ha annunciato il premier Mario Monti. on Angela Merkel e Nicolas Sarkozy “ieri abbiamo avuto di loro iniziativa una lunga conversazione sui problemi dell’Europa e più in generale sull’UE”. Così il premier Mario Monti. “Mi hanno incoraggiato per la mia attività di governo e abbiamo iniziato a scambiarci le prime idee” in vista dell’incontro di giovedì.

MONTI: CHIEDEREMO SFORZO A CHI HA DATO DI MENO – “Faremo in modo che lo sforzo da fare, fiscale e di ammodernamento, si richieda alle categorie che hanno meno dato fin qui”.

MONTI: SCONTRI PIAZZA MI RATTRISTANO E LI CONDANNO –

FORNERO: IN CDM LUNEDI’ PARLIAMO PRIME MISURE – “Lunedì in Consiglio dei ministri inizieremo a parlare dei primi provvedimenti e non solo dei criteri per prendere le decisioni”. Così Elsa Fornero, ministro del Welfare, ai cronisti in Transatlantico. “In settimana” così Fornero ha poi risposto ai cronisti che gli chiedevano quando ci sarà il Cdm per la nomina dei sottosegretari e viceministri. Alla domanda se si deciderà nel Consiglio dei ministri previsto lunedì, il ministro ha risposto: “Questa è una domanda trabochetto, ho detto in settimana”.

PASSERA: PRIMA STUDIARE SITUAZIONE, IN CDM NO MISURE – “Credo di no”. Così Corrado Passera, lasciando Montecitorio al termine della fiducia ai cronisti che gli chiedono se ci saranno già nuove misure nel Cdm di lunedì. “Dobbiamo fare – ha chiarito – un piano con Monti. La prossima settimana la dedicherò a capire i due mondi, dobbiamo fare le cose per bene, e bisogna iniziare imparando”. Una “ottima idea”, comunque, mettere insieme Sviluppo e Trasporti perché così “si può andare spediti con una potenza di fuoco per accelerare le cose che si possono fare”.

Il dibattito sulla fiducia alla Camera e la replica di Monti

BERLUSCONI, SITUAZIONE FUORI CANONI DEMOCRAZIA “La situazione dell’euro e del mercato è tale per cui siamo consapevolmente arrivati a questa situazione, che non rientra nei canoni della democrazia che prevede che i governi siano eletti dalla gente. E’ una invenzione italiana per dare una risposta ad una situazione difficile”. Lo afferma Silvio Berlusconi a Montecitorio.

Il governo Monti “opererà in maniera tale da essere utile al Paese per tutto il tempo che rimane”. L’ex premier smentisce di aver detto che sarà il Pdl a decidere quando staccare la spina: “Invenzioni”.

BOSSI, MONTI? UNA COPERTURA, GENTE LO CACCERA’ – “Monti è una copertura, l’hanno premiato per fare il cattivo, ma lo cacceranno quando la gente si incazzera”. Così Umberto Bossi, leader della Lega, parlando con i cronisti alla Camera.

MARONI, SE MONTI RIVEDE PATTO STABILITA’ DICIAMO SI’ – “Mi aspetto da lui che faccia una cosa che non siamo riusciti a fare per l’opposizione del ministro dell’Economia: se rivede il patto di stabilità per far spendere soldi ai Comuni virtuosi, noi voteremo sì”. Lo ha detto Roberto Maroni alla Camera.

(WSI) – Il compito del nuovo governo, che da oggi potra’ mettersi al lavoro avendo ricevuto il placito del parlamento, e’ disperato, ma il premier Mario Monti e’ convinto di potercela fare. Per riuscirci ha pero’ bisogno del sostegno e sacrificio di tutti. Anche se spettera’ poi ai dodici ministri ‘tecnici’ dimostrare ai critici che si sbagliano.

Il primo banco di prova sara’ il consiglio dei ministri di lunedi’ e i successivi incontri vis-a-vis con Barroso-Van Rompuy, prima, e giovedi’ con Sarkozy e Merkel, a Strasburgo.

“A proposito di conflitti di interesse e poteri forti, di poteri forti in Italia non ne conosco, magari l’Italia avesse qualche potere forte in più”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella replica a Montecitorio dove ha chiesto e ottenuto la fiducia.

I voti a favore del nuovo governo sono stati 556, ancora una volta l’unica formazione politica a opporsi e’ stata la Lega Nord. Che ora parla di colpo di stato e di fine della democrazia, ma nel 1995 applaudi’ alla scelta dell’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di passare al governo tecnico guidato da Lamberto Dini. Oggi il peones Scilipoti portava un lutto nero al braccio per commemorare la morte della democrazia.

I difetti del capitalismo globale sono innegabili, ma l’Italia ha le sue responsabilita’. Cosi’, con un’abile premessa in netta antitesi con l’argomentazione, pur riconoscendo gli errori e i gravissimi difetti di funzionamento di mercati, finanza ed economia globale, Monti riconosce che il nostro paese deve fare il suo e che ha le sue responsabilita’, sottolineando che non si trova in queste condizioni solo e soltanto per colpe proprie.

Tra lo scetticismo di Italia dei Valori e Lega Nord e l’entusiasmo di Partito Democratico e Terzo Polo per il nuovo corso della politica italiana, la seduta parlamentare di oggi ha visto l’ultimo via libera al governo di Monti, dopo la fiducia molto ampia ottenuta ieri al Senato con 281 voti a favore. Il piu’ ampio consenso mai ottenuto da un governo a Palazzo Madama nella storia repubblicana.

Tornando sulle critiche rivolte all’esecutivo, accusato di essere vicino ai poteri forti, il professore della Bocconi ha precisato che “Se intendiamo quelli veri, ce ne sono alcuni nel mondo e io ho avuto il privilegio di vedere quasi tutti i poteri forti del mondo da commissario alla concorrenza e spero che gli onorevoli che hanno manifestato dei dubbi sulla mia indipendenza di giudizio e di azione, molti di loro sono giovani e forse non ricordano le vicende di dieci anni fa, ma i poteri forti se le ricordano ancora, e il giorno in cui proibii la fusione tra due grandissime società americane, benchè fosse intervenuto il presidente degli Stati Uniti su di me, in un articolo l’Economist scrisse: il mondo degli affari Usa considera Monti il Saddam Hussein del business’.

“Capite perchè siamo leggermente disturbarti” da queste accuse, ma “tocca a noi dare prova che non siamo toccati da queste allusioni”.

Per farlo bisogna assumersi delle responsabilita’, che sono anche di chi ha preso decisioni sbagliate in passato. “Molta parte della responsabilita’ della crisi economica globale e’ dovuta a gravissimi vizi di funzionamento delle istituzioni finanziarie e dei mercati. Credo che una delle cose che dovremmo tutti sforzarsi di fare e’ di abituarci a trovare meno facilmente le responsabilita’ altrui e guardare piu’ a noi stessi”.

Monti non ha risparmiato attacchi a chi rema contro: “In modo troppo facile la societa’ civile punta il dito contro la classe politica: “Sono indignato”, ha detto utilizzando un termine che gli stessi manifestanti contro la crisi e il precariato hanno fatto loro da Madrid a Roma (Indignados).

E’ partita anche una frecciata a Berlusconi e al PdL, che avevano assicurato che “staccheremo la spina al governo Monti quando vogliamo”. Lo ha fatto con una battuta, sottolineando che l’esecutivo da lui formato non e’ un “rasoio o un polmone artificiale”.

“Se possibile, renderei questo concetto di profonda dipendenza dal Parlamento con termini diversi da quello di staccare la spina. E poi quale elettrodomestico saremmo?”.

Monti ha ribadito che il governo si accinge al suo compito con “umiltà di servizio” e poi rivolto alla Lega, unica forza di opposizione, ha assicurato che “solleciteremo e apprezzeremo un contributo attivo e anche critico da tutti”.

“Noi non vi chiediamo una fiducia cieca. A tutti chiediamo una fiducia vigilante, e se noi faremo un buon lavoro forse dovrete tenere conto di quali conseguenze ci saranno sulla fiducia dei cittadini in voi”, se si deciderà di toglierla.

Monti incontrerà Sarkozy e Merkel la settimana prossima, per avere “permanentemente il contributo dell’Italia nella soluzione dei problemi dell’euro”.

Ieri Monti ha fatto il pieno di voti, 281 su 315, nella fiducia in Senato. Ma soprattutto ha ottenuto una larga maggioranza su un programma ambizioso e articolato in cui prefigura interventi su temi quali Ici, pensioni, lavoro. Lega a parte ha avuto il sostegno di tutti i principali partiti. E ha respinto l’accusa di essere a capo di un governo dei poteri forti, compiacente con l’asse franco-tedesco.