Monte Paschi: Fondazione si disfa di un sesto della banca

15 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Dopo che le banche creditrici della Fondazione Monte Paschi di Siena avevano congelato il debito, dando tempo fino al 15 febbraio per la presentazione di un piano, la decisione non si poteva piu’ rimandare.

L’organo amministratore della Fondazione Monte dei Paschi, composto da sette membri, ha annunciato che cedera’ una quota pari al 15% della banca che controlla. La decisione ha una valenza storica.

L’istituto Monte dei Paschi, il piu’ vecchio al mondo e quindi considerato tra i piu’ sicuri all’interno del sistema della finanza, e’ sempre piu’ a rischio di una nazionalizzazione parziale o totale. L’esposizione al debito italiano fa paura: ammonta a $43 miliardi (sono invece solo $200 milioni i titoli spagnoli in portagoglio e $100 milioni il valore dei bond portoghesi).

La gravi difficolta’ finanziarie in cui si trova la fondazione rischiano di mettere in ginocchio l’intera citta’ toscana, le cui attivita’ dipendono dai finanziamenti della Fondazione stessa.

La fondazione deve trovare un modo per ripagare i suoi debiti, arrivati a circa un miliardo di euro. Gli stress test che sono stati lanciati lo scorso dicembre dallo European Banking Authority (Eba) hanno messo in evidenza per MPS un bisogno di capitale di 3,3 miliardi di euro.

Le quote dell’istituto di credito che verranno cedute dalla Fondazione potranno arrivare fino al 15%, in modo da mantenere il controllo di almeno il 33,5% del capitale della banca e quindi il diritto di veto in assemblea straordinaria.

Per evitare di dover scendere nel capitale del Monte, il presidente della Fondazione, Gabriello Mancini, a dicembre si era rivolto a Unicredit, Intesa e Mediobanca per ottenere un finanziamento con il quale liquidare le banche creditrici, guadagnare tempo e negoziare con piu’ tranquillità il rientro.