Mondo: Nasdaq, obiettivo Philadelphia

12 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue il risiko mondiale delle Borse. Questa volta le operazioni riguardano le due sponde dell’Atlantico: gli Stati Uniti e l’Europa, ma nell’ambito dei propri confini.
Il Nasdaq Stock Market, la società di gestione del tabellone elettronico di Times Square, è in trattative per rilevare il Philadelphia Stock Exchange (Pse). Lo scrive ieri il Wall Street Journal, come riporta Bloomberg News, secondo cui l’acquisizione conferirebbe al Nasdaq una solida posizione nel settore delle opzioni finanziarie, che rappresentano il core business del Pse. “Le due società sono in trattative da mesi, anche se l’eventuale accordo non sarà probabilmente firmato presto e potrebbero essere necessarie ancora alcune settimane – scrive il Wsj – e alcuni analisti ritengono che, grazie al recente aumento in Borsa delle valutazioni dei listini, il Pse potrebbe essere valutato tra i 250 e i 300 milioni di dollari. Questa cifra potrebbe essere digerita facilmente dal Nasdaq, che ha messo a debito oltre un miliardo di dollari per finanziarie nuove venture”.
Stando sempre al Wsj, le trattative in corso dimostrano come i piccoli mercati regionali stiano iniziando a diventare dei target appetibili in una fase in cui le grandi realtà del settore si stanno rafforzando. Questo mese il Nyse ha chiuso l’accordo con Euronext. Ancora, il Chicago Mercantile Exchange e l’Intercontinental Exchange si stanno battendo per accaparrarsi il Cbot. A far gola è il business delle opzioni, i cui volumi negli ultimi anni hanno superato la crescita del trading di azioni e di parte dei mercati dei future. Il mese scorso oltre 228 milioni di contratti sulle opzioni sono passati di mano, pari a un rialzo del 39 per cento rispetto al marzo 2006 e del 15 per cento rispetto al record toccato nel maggio 2006. Tra gli altri potenziali target del Nasdaq, conclude il Wsj, ci sarebbe anche il Boston Exchange Group, anch’esso specializzato nel trading di opzioni, controllato dal Boston Stock Exchange e dal Montreal Exchange.
Passando in Europa, Deutsche Borse, la Borsa tedesca con sede a Francoforte, è interessata a più intense collaborazioni con la Borsa svizzera, Swx, in particolare in segmenti di mercato specifici, anche se non esclude un approccio più globale. Lo afferma in un’intervista pubblicata ieri dal giornale Handelszeitung Reto Francioni, amministratore delegato di Deutsche Borse ed ex presidente della Swx. Francioni ricorda che le piazze di Francoforte e di Zurigo gestiscono già assieme la piattaforma di prodotti derivati Eurex, la società Stoxx nonché, dall’inizio dell’anno, una joint-venture attiva nello scambio di prodotti strutturati: Swx Quotematch in Svizzera e Borse Frankfurt Trading in Germania. Andare oltre queste cooperazioni già esistenti sarebbe vantaggioso, stando a Francioni, il quale aggiunge che Deutsche Borse e Swx sono “costantemente in contatto”.
Il mondo delle piazze finanziarie è attualmente caratterizzato da un vasto movimento di concentrazione planetaria, come è illustrato dalla fusione tra Euronext e il Nyse e dai ripetuti assalti del Nasdaq sulla Borsa di Londra, il Lse. Dal canto suo, Swx finora ha rifiutato qualsiasi matrimonio con un concorrente, tra cui anche proposte già avanzate da Francoforte. Lo scorso novembre Peter Gomez, presidente di Swx, respinge l’idea di una federazione con altre Borse europee di dimensioni simili. D’altra parte Deutsche Borse, che ha sperato una fusione con Euronext (Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona) e precedentemente con l’Lse, attualmente è marginalizzata.