Mondiali calcio: San Paolo brucia, violenza e proteste nelle strade

di Redazione Wall Street Italia
10 Giugno 2014 10:49

ROMA (WSI) – Brasile, Mondiali di Calcio 2014: ci siamo quasi, manca poco all’evento sportivo più importante dell’anno. I pericoli che incombono sulla sicurezza pubblica però rischiano di essere esplosivi, come dimostrano le ore di tensione vissute a San Paolo: la città è diventata teatro di proteste, di incendi per le strade, di fumogeni, nelle ultime 24 ore, con il clima di violenze che è peggiorato a causa dello sciopero dei dipendenti delle metropolitane.

Caos totale, in una situazione che ha bloccato la metà delle stazioni metropolitane e ha peggiorato il traffico della città più popolata del Sud America.

Monta la violenza anche alle favelas di Rio de Janeiro. Gli episodi riflettono tutti il malcontento dei brasiliani, molti dei quali sono ancora irritati per i costi, pari a $11 miliardi, sostenuti per ospitare i Mondiali di calcio: costi che hanno accompagnato casi di corruzione, di esproprio e di inefficienza, e che hanno implicato l’utilizzo di finanziamenti che sarebbero serviti per necessità a dir poco più impellenti da soddisfare.

Diverse le campagne anti-Fifa lanciate sui social network e gli scioperi organizzati dai sindacati, così come le proteste che si stanno svolgendo nelle vicinanze dei 12 stadi del World Cup.

Prosegue intanto lo sciopero dei dipendenti delle metropolitane, lanciato per chiedere un aumento degli stipendi del 12%.

La protesta è appoggiata dagli attivisti del Movimento dei lavoratori senza terra (Landless Workers’ Movement), che hanno bloccato le strade e hanno occupato una stazione al centro della città, poi dispersi dalle forze di polizia.

Il presidente del sindacato, Altino Melo dos Prazeres, ha affermato che la dura risposta delle autorità potrà scatenare un’escalation delle violenze. “Se continueranno a picchiare, coinvolgeremo altri settori. Se la nostra gente sanguinerà, chiederemo aiuto ai metalmeccanici e ai dipendenti delle banche, e ci sarà uno sciopero generale all’inaugurazione dei mondiali”.