Misure Bce: una minaccia per le pensioni europee

18 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – La speranza di vivere una vita da pensionato dignitosa si è ridotta in Europa con il varo del programma di Quantitative Easing. Il piano monetario ultra accomodante ha infatti conseguenze inaspettatamente negative sugli assegni presidenziali del futuro.

Per chi paga le pensioni del futuro in Europa, i fondi pensione, il programma di acquisto di titoli di Stato crea distorsioni preoccupanti, in particolare del valore attuale degli impegni definiti dalle proprie strategie.

I manager dei fondi, che guardano attentamente alle aspettative sull’inflazione per delineare gli schemi di investimento, denunciano una perdita di valore ulteriore dovuta al calo dei tassi sui Bond.

È l’effetto del maxi piano di Mario Draghi, volto a ravvivare l’attività creditizia nell’area euro. Una maggiorazione del tasso di sconto utilizzato per attualizzare la passività dei fondi diminuirebbe i deficit pensionistici, allontando la paura che i futuri pensionati hanno di vedere ridotte i propri assegni.

I “defined benefits (DB)” dei fondi pensione si calcolano sulla base dei rendimenti a lungo termine dei bond societari. La linea verde del grafico in allegato mostra come l’indice dei titoli aziendali sia in una fase calante negli ultimi anni. Dopo il QE, la performance è peggiorata ulteriormente.

I tassi di sconto dei fondi pensione calano di pari passo con i rendimenti dei bond, che sono ancora a livelli minimi record. E così i problemi e le passività dei fondi pensioni crescono.

La paura che gli assegni pensionistici dovranno essere ridotti è stata alimentata proprio dal pesante calo dei tassi a lungo termine dei corporate bond. La situazione si è aggravata dopo la decisione presa dall’istituto centrale di Francoforte a gennaio di iniziare a comprare bond dei paesi sovrani.

Matti Leppala, chief executive di PensionsEurope, l’associazione che rappresenta fondi pensione con attivi pari a 3,5 mila miliardi di euro, ha detto che il problema non dovrebbe essere visto semplicemente come un “danno collaterale”. La politica monetaria espansiva nell’area euro ha prodotto un significativo ridimensionamento dei rendimenti dei titoli obbligazionari.

Intervenuto durante una conferenza organizzata il mese scorso ad Amsterdam dall’International Capital Market Association, Leppala ha dichiarato che per risolvere le distorsioni provocate dal QE, le autorità dovrebbero consentire ai fondi pensione di cambiare il sistema che utilizzano per calcolare le loro passività e che fa riferimento al tasso di sconto. Un’alternativa sarebbe aumentare lievemente il tasso di sconto usato per attualizzare le passività.

L’associazione Nazionale dei Fondi Pensione del Regno Unito ha calcolato per esempio che un aumento di un ‘prudenziale’ 0,5% dei tassi di sconto basterebbe a ridurre i deficit dei fondi pensione delle prime 350 aziende britanniche di una percentuale compresa tra il 40 e il 50%, equivalente a una somma di 20 miliardi di sterline.

Fonte: Financial Times

(DaC)