Millennial guardano al futuro con timore, aumenta bisogno di consulenza finanziaria

28 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Tre quarti degli investitori Millennial italiani desiderano espandere le loro conoscenze in materia di investimento e quasi un quarto indica che il proprio bisogno di consulenza finanziaria è aumentato negli ultimi 12 mesi.
È quanto emerge dal sondaggio “Offrire consulenza ai Millennial nell’era digitale” di MFS Investment Management, condotto su un campione di 497 investitori italiani e 250 consulenti finanziari attivi in Italia.

Nel sondaggio, che esamina gli atteggiamenti, le percezioni e i comportamenti dei singoli investitori Millennial in Italia, il 30% degli intervistati ha affermato di sentirsi sopraffatto dalle diverse opzioni d’investimento disponibili e che fatica a guardare al futuro con ottimismo.

Più dell’80% dei Millennial italiani, un gruppo che include 10 milioni di persone nate tra i primi anni ottanta e la metà degli anni novanta, teme di non essere in grado di risparmiare abbastanza in vista della pensione e l’80% è preoccupato circa la creazione di reddito dai propri risparmi e investimenti per affrontare le spese correnti.

Avendo vissuto due crisi finanziarie, il 68% dei Millennial ha affermato di temere le ripercussioni negative della pandemia di Covid-19 sull’economia. Altre fonti di apprensione riguardano il debito pubblico (65%) e l’instabilità politica interna (64%).

Il costante problema della disoccupazione, il cui tasso medio in Italia è pari al 30% contro il 16% in Europa, ha lasciato un segno sulle loro vite. Oggi la maggior parte dei Millennial italiani vive più a lungo con i propri genitori e stenta a raggiungere l’indipendenza finanziaria, il che molto spesso li spinge a trasferirsi all’estero per motivi di lavoro.

Non sorprende quindi che due investitori Millennial italiani su tre (70%) abbiano ammesso di aver rinviato, o di prevedere di rinviare, almeno un evento importante della propria vita, come l’acquisto di un’auto (27%), un trasloco (20%) e l’acquisto della prima casa (16%) a causa della loro situazione finanziaria attuale.

“Gli investitori Millennial hanno sofferto le conseguenze della crisi finanziaria del 2008 e della crisi del debito dell’eurozona, che per molti hanno causato difficoltà a livello occupazionale, e ora stanno attraversando un’altra, crudele, battuta d’arresto: la pandemia di Covid-19. Alla luce di tutta quest’incertezza economica, non stupisce apprendere che nutrono così tanti timori. Tuttavia, il fatto che così tanti membri di questa coorte stiano pensando al futuro e vogliano prendere il controllo delle proprie finanze è incoraggiante”, ha affermato Andrea Baron, Managing Director – Italia di MFS Investment Management.

Millennial e consulenza finanziaria

I risultati del sondaggio evidenziano un disallineamento tra consulenti finanziari e Millennial relativamente agli obiettivi d’investimento di questi ultimi. Probabilmente a causa dei timori per il futuro, l’obiettivo principale (36%) degli investitori Millennial italiani è quello di generare reddito dai propri investimenti, e meno della metà di loro si considera tollerante al rischio.

Tale dato è in contrasto con l’opinione dei consulenti, secondo cui i Millennial preferirebbero invece concentrarsi sulla crescita del patrimonio e sull’aumento del valore del portafoglio (49%).

Questo disallineamento può essere legato al fatto che il 56% dei consulenti ha indicato di non essere in grado di attrarre clienti giovani o di attrarne solo una quota marginale, mentre il 9% non considera affatto questa fascia d’età.

La mancanza di patrimoni (73%) e di modelli di business adeguati (24%) sono le ragioni principali per cui i consulenti non si dedicano a questa generazione.

“A prima vista potrebbe sembrare che i Millennial non possiedano capitali cospicui; tuttavia, stiamo per assistere al trasferimento di un enorme volume di ricchezza dai Baby boomer alla Generazione X e ai Millennial. I consulenti che risulteranno avvantaggiati nel lungo termine sono quelli disposti ad interagire con i Millennial e a creare una customer experience in grado di soddisfare le loro esigenze”, ha affermato Baron. “Ciò apre una finestra di opportunità che permette ai gestori patrimoniali come MFS di aiutare i consulenti finanziari a colmare il divario con gli investitori Millennial. I Millennial sono concentrati sugli obiettivi, consapevoli dei rischi e puntano al pensionamento. I risultati del sondaggio indicano che i consulenti devono fare di più per capire cosa possono offrire i clienti più giovani, quali sono le loro necessità e com’è possibile sostenerli nel raggiungimento dei loro obiettivi a lungo termine quando affidano i loro risparmi ai mercati”, ha aggiunto.

Come verrà gestito il patrimonio familiare

Stando al sondaggio, il 60% degli investitori Millennial italiani ha ricevuto o si aspetta un’eredità. Il 63% ha indicato che trasferirà il denaro presso un altro consulente professionale, lo spenderà immediatamente o non sa ancora cosa ne farà.
Solo meno della metà degli investitori Millennial italiani ha avuto conversazioni sul patrimonio familiare con i professionisti della consulenza finanziaria, ma quelli che hanno avuto queste discussioni le hanno trovate molto utili.
Il sondaggio rivela anche che i Baby Boomer non amano parlare di denaro con i propri figli e preferiscono discutere dei loro desideri poco prima della morte.

“Riteniamo che per i consulenti finanziari ciò rappresenti un’ottima opportunità per farsi avanti e ottenere nuovi clienti a lungo termine, poiché lo studio mostra chiaramente che gli investitori Millennial che hanno ricevuto una consulenza professionale l’hanno trovata utile” ha concluso Baron.