Milano incrementa i guadagni, su i futures Usa (Dow + 45 punti)

2 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo un avvio apparso fin dall’inizio tentennante, le borse europee riescono a rimanere in territorio positivo e a incrementare anche i guadagni. Londra guadagna più dell’1%, Francoforte sale dello 0,83%, Parigi sale dello 0,78%, Amsterdam cresce dello 0,63% e molto bene fa Piazza Affari, che alle 13 ora italiana circa vede l’indice Ftse Mib avanzare più dell’1%.

Un buon sostegno, dopo un inizio di seduta piuttosto anemico, arriva dagli Stati Uniti: i futures sul Dow Jones crescono infatti di 45 punti, quelli sul Nasdaq salgono i 10 punti e quelli sullo S&P 600 avanzano di 6 punti.

In una seduta priva di dati economici rilevanti sia dagli Usa, che dall’Europa, gli operatori sono in attesa di conoscere l’esito della settimana più importante e cruciale dell’anno; ma dopo una iniziale cautela si fanno coraggio.

Stanotte ci saranno le elezioni di midterm degli Stati Uniti ; domani, poi, alle 19.15 ora italiana, Ben Bernanke e colleghi sveleranno finalmente il mistero sulla manovra di quantitative easing di cui si parla da settimane. E come ciliegina sulla torta, a fine settimana, il dipartimento del Lavoro Usa comunicherà il rapporto sull’occupazione relativo al mese di ottobre.

Da segnalare anche gli appuntamenti più importanti per l’Europa, visto che giovedì si riuniranno sia la Bank of England che la BCE.

Un calendario a dir poco fitto, ma un calendario che potrà dare una direzione più precisa all’azionario globale. A tal proposito, da segnalare che al momento il giudizio degli esperti rimane positivo; alcuni di essi, tra gestori e analisti, ritengono infatti che i mercati azionari continueranno a marciare, e parlano anche della possibilità di un rally di fine anno.

Intanto a livello globale il mondo appare quasi a due facce: da un lato, una Fed che continua a drogare più o meno l’economia Usa; dall’altro lato, proprio nella giornata di oggi l’India e l’Australia hanno alzato il costo del denaro, per drenare la liquidità.

Intanto sul mercato valutario, a New York, l’euro viaggia in rialzo sul dollaro a quota 1,3972, e anche sullo yen a 113,01; il biglietto verde guadagna invece su quest’ultimo a 80,87.

Tornando a Piazza Affari, prevalgono ora i segni più. Sul Ftse Mib rimane positiva Campari (+1,27%), superata ora da Bulgai (+1,81%), Saipem (+1,73%), ma anche da Ubi Banca (+1,62%) e Unicredit (+1,55%), quest’ultima in attesa per la riunione del comitato strategico di domani.

In generale, i bancari rimangono sotto i riflettori dopo il giudizio contrastato di Ubs. Vira in positivo MPS (+0,15%), dopo la decisione degli analisti dell’istituto di alzare il target price della banca senese confermando comunque una view “cauta”. UBS ha dato invece un buon giudizio su Banca Popolare di Milano (+0,30%), Intesa Sanpaolo (+0,40%) e Mediobanca (+0,75%), tagliando contestualmente il prezzo obiettivo del Banco Popolare ( che riduce le perdite e ora cede lo 0,40%).

Occhi puntati su Fiat nel giorno della diffusione dei dati sulle immatricolazioni di auto di ottobre. Il titolo del Lingotto si conferma tra i peggiori del listino principale perdendo quasi il 2%, dopo che innumerevoli associazioni e quotidiani hanno anticipato un andamento disastroso e decisamente peggiore della media per la casa d’auto torinese. Ovviamente è dato per scontato un peggioramento delle vendite generali. Secondo alcune anticipazioni dovrebbe essere vicino ad un -30%. Nonostante ciò gli analisti della Bernstein hanno confermato il proprio giudizio “outperform” sul titolo.

Ancora peggio fa però Fondiaria Sai (-2,47%); e le vendite non risparmiano neanche Pirelli (-0,81%), Cir (-0,63%) e Buzzi Unicem (-0,37%).

Il Ftse Mib riesce in ogni caso ad assistere più agli acquisti che agli smobilizzi; grazie ai molti segni positivi che interessano anche, tra gli altri, Luxottica (+0,95%) e Italcementi (+1%).