Milano giù, bene le altre borse Ue. Su i futures Usa

24 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo essersi attestata per pochi minuti sopra la parità Piazza Affari vede il Ftse Mib fare dietrofront e cedere lo 0,21%. Sul listino pesano i calo di A2A (-1,81%), di Lottomatica (-1,35%), Unipol (-1,23%), Buzzi Unicem (-1,15%) e Azimut Holding (-0,97%). Recuperano invece le banche, con Banco Popolare che fa +2,52% e Mps (+1,61%).

Bene le altre borse europee che guardano con ottimismo alla pubblicazione dell’indice Ifo tedesco, ma anche alla performance dei mercati Usa, che attendono oggi nuovi dati economici.

I futures sul Dow Jones salgono di 36 punti, quelli sul Nasdaq avanzano di 6 punti e quelli sullo S&P 500 crescono di 4,90 punti. Londra sale così dello 0,73%, Francoforte dell’1,16% e Parigi dello 0,30%. Madrid vira in territorio positivo, salendo dello 0,36%.

Sui mercati newyorchesi si mette in evidenza anche il recupero dell’euro che, dopo aver sfondato al ribasso la soglia degli 1,33 dollari rivedendo i minimi dallo scorso 22 settembre, a quota 1,3285 – sale sul dollaro a 1,3366.

L’outlook della moneta unica rimane però decisamente preoccupante. Di fatto, l’euro sta scontando la fuga dal rischio degli investitori in questo periodo di forte incertezza; ma al momento, sempre a New York, riprende fiato anche sullo yen e si attesta a 111,25. Anche il biglietto verde è in rialzo sulla valuta nipponica a 83,23.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio scambiati sul Nymex si attestano a 81,65 dollari al barile, in rialzo di 40 centesimi rispetto all’ultima rilevazione di ieri. Giù invece le quotazioni dell’oro, che sul Comex scendono a 1.374,80 dollari l’oncia, cedendo 2,8 dollari.

Detto questo, per comprendere l’estremo nervosismo che agita gli operatori, basta guardare agli altri mercati oltre a quello azionario. I rendimenti sui bond irlandesi stanno puntando verso il 9% e il cds per proteggersi contro il rischio di default dell’Italia ha toccato un nuovo record.

Il quadro è reso poi ancora più negativo se si consideran la decisione di S&P, stamane, di tagliare il rating sull’Irlanda e se si presta attenzione anche agli allarmi lanciati dalle banche tedesche sui rischi che il piano della Merkel potrebbe avere sulle vendite dei bond.

Le tensioni presenti sui mercati sono dimostrate anche dall’allargamento degli sprea di Spagna, Portogallo e Irlanda.