MILANO CADE ANCORA, SCHIACCIATA DALLA GUERRA

di Redazione Wall Street Italia
31 Marzo 2003 17:40

Piazza Affari ha vissuto una brutta giornata e con gli indici in continuo peggioramento rispetto al già pesante avvio di seduta.

Il mercato ha sofferto al pari delle altre piazze mondiali, delle previsioni sul conflitto iracheno con l’ottimismo per una vittoria statunitense, rapida ed efficace, sempre più lontano.

Oggi si è chiuso anche il primo trimestre del 2003 con un bilancio negativo per l’Eurostoxx, a conferma del momento di forte difficoltà testimoniato anche dal calo dell’indice tedesco Dax al di sotto dei 2.500 punti.

I motivi sono ricollegabili essenzialmente: alla debolezza di fondo sul fronte macro-economico internazionale; alla guerra in Iraq con i suoi sviluppi e le prospettive del dopo-Saddam; i timori per ondate terroristiche che oggi sembrano trovare conferma nel ritrovamento di un potente ordigno, peraltro disinnescato in tempo, davanti alla sede della Ibm di Borgo Panigale, in provincia di Bologna; l’accresciuto allarme per la cosiddetta polmonite-killer che già sta facendo sentire i suoi effetti negativi sulle borse asiatiche.

Sul Mib30 solo tre titoli hanno chiuso in positivo: Snam Rete Gas, Autostrade e Capitalia. Sul titolo ci sono state ricoperture, ma pare anche un lavoro diplomatico di Arpe .

Nelle sale operative si osserva inoltre che i risultati registrati nell’ultimo trimestre 2002 dovrebbero allontanare l’aumento di capitale previsto.

Per il resto, perdite su tutti i fronti: in profondo rosso i bancari , il risparmio gestito, gli assicurativi, i telefonici e Seat Pagine Gialle.

Tra le perdite maggiori si segnala quella di Stmicroelectronics, penalizzata dall’andamento del comparto dei semiconduttori e dalle voci su possibili imminenti movimenti da parte della controllante Finmeccanica.

Forti vendite anche su Parmalat.

Nel settore energetico il segno meno si accompagna soprattutto a Eni, sebbene il titolo sia stato oggetto di un giudizio positivo da parte di CSFB che vede ampie possibilità di crescita. Sul settore, anche a livello europeo, oggi non ha pesato il nuovo rialzo del prezzo del petrolio.

Tra gli industriali è andato giu’ anche Fiat che ha rotto un importante supporto.

In calo i media-editoriali, che pure in Italia perdono meno che nel resto d’Europa. Pesante Mediaset. Oggi la Commissione Europea ha approvato il progetto di acquisizione da parte di Mediaset
del 12% delle spagnole Gestevision Telecinco (produzione
di programmi tv) e della concessionaria di pubblicità Publiespana. Con questa quota ora il gruppo italiano ne detiene il controllo.

Hanno ceduto anche gli altri titoli del settore sul Midex.

L’indice dei titoli a media capitalizzazione ha segnato le perdite di Benetton, di cui il mercato aspetta i risultati trimestrali, di Alitalia e il calo del comparto del lusso. In quest’ambito ha rotolato verso il basso il titolo Tod’s, con un ribasso di quasi sette punti percentuali.

Sul Numtel sono pochi i titoli con il segno più. Questo privilegio non spetta a Tiscali, oggetto di un giudizio negativo da parte di DKW.

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