Migliori scuole al mondo in Finlandia e Corea del Sud, Italia solo 24esima

27 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma – I modelli sono in Finlandia e Corea del Sud: sono queste le superpotenze dell’istruzione, come emerge da una corposa ricerca sui sistemi educativi di 50 Paesi, realizzata dall’Economist Intelligence Unit per la multinazionale dell’educazione Pearson. Lo studio viene presentato oggi a Londra e ha come obiettivo principale supportare politici, dirigenti scolastici e ricercatori universitari nell’individuare i fattori chiave di miglioramento della scuola.

L’idea è che, per quanto sia difficile da quantificare, c’è un collegamento evidente tra le conoscenze e le competenze con cui i giovani entrano nel mondo del lavoro e la competitività economica di un Paese a lungo termine. Lo studio ha prodotto un database pubblico e open-source che raccoglie oltre 60 indici comparativi da 50 Paesi: dato come spesa pubblica nell’istruzione, salari dei docenti, tasso di alfabetizzazione, raggiungimento del diploma e della laurea, tasso di disoccupazione, Pil e via dicendo.

La classifica che vede l’Italia al ventiquattresimo posto ha al vertice Finlandia e Corea del Sud che propongono due sistemi educativi completamente diversi tra di loro: mentre quello coreano è rigido, basato su verifiche, test, apprendimento mnemonico e obbliga gli studenti a investire molto tempo nella loro istruzione (oltre il 60% dopo la scuola segue lezioni private), quello finlandese è molto più duttile e soft: le ore di scuola sono inferiori rispetto a molti altri Paesi (in Italia il tempo passato sui banchi è superiore ai tre anni), non vengono assegnati compiti a casa, viene privilegiata la creatività sull’apprendimento mnemonico.

Ciò che accomuna i due Paesi è l’importanza attribuita all’insegnamento. Dallo studio emerge che insegnare a lavorare in squadra, a interagire ed empatizzare con gli altri è la sfida della scuola di domani, tanto che un gruppo di lavoro che include i ministeri dell’Educazione di alcuni Stati stanno cercando di elaborare un metro di valutazione per queste abilità, che verrà introdotto nel programma di valutazione internazionale Pisa del 2015.

“Continua a leggere su Il Corriere della Sera…”

Copyright © Il Corriere della Sera. All rights reserved