Merkel: il suo successore dipende dall’andamento dell’economia

12 Febbraio 2021, di Redazione Wall Street Italia

Merkel: il suo successore dipende dall’andamento dell’economia

di John Plassard, Investment Specialist del Gruppo Mirabaud

Dopo 16 anni al potere, la cancelliera tedesca Angela Merkel terminerà ufficialmente il suo mandato il 26 settembre dopo le elezioni generali. Eppure, i tedeschi avrebbero potuto avere un quinto mandato Merkel, la quale però ha escluso tale scenario. La corsa alla sua successione è in pieno svolgimento, e sarà decisiva per il futuro della prima potenza europea.

Merkel: chi sarà il successore

È quasi impossibile immaginare il panorama politico tedesco senza la cancelliera. Ci vorrà del tempo per abituarsi all’idea sebbene alcuni analisti politici siano dell’idea che sarà Angela Merkel a “tirare i fili” della CDU anche dopo la sua uscita di scena. La domanda ora è: chi sarà il suo successore e chi darà nuova linfa alla politica tedesca?

Chi sarà il prossimo cancelliere dipenderà ovviamente da come si evolverà la pandemia e quali saranno le sue conseguenze economiche per il Paese. Le ultime statistiche economiche hanno evidenziato come il clima economico in Germania si sia deteriorato a gennaio, tornando al livello più basso degli ultimi sei mesi, mentre la seconda ondata del coronavirus ha interrotto la ripresa della più grande economia europea.

Tuttavia, a nostro avviso il deterioramento della situazione economica in Germania non è dovuto solo al coronavirus. Infatti, molti economisti hanno messo in discussione il “modello” tedesco già dal 2018. Con i suoi conti pubblici in avanzo, un tasso di disoccupazione del 3,1% e un gigantesco surplus commerciale, la Germania è l’invidia di molti Paesi. Tuttavia, la crescita è fiacca.

Il Pil tedesco si è contratto dello 0,2% nel terzo trimestre del 2018 e ha ristagnato nel quarto trimestre. In particolare, l’industria automobilistica, il fiore all’occhiello dell’industria tedesca, ha sofferto di un calo delle vendite. Mentre le vendite globali di auto sono diminuite di quasi il 3% nel 2019, la produzione di auto in Germania è calata dell’11% su base annua. Inoltre, le norme antinquinamento e l’ascesa dell’auto elettrica hanno penalizzato i produttori tedeschi, campioni dei motori diesel.

In generale poi, l’industria tedesca, molto orientata all’esportazione, ha sofferto a causa del rallentamento cinese, della guerra commerciale scatenata da Donald Trump e dell’incertezza legata alla Brexit.

Al di là della pandemia, la Germania al momento deve confrontarsi con tre problemi:

Un paese rivolto all’industria: la Germania è all’opposto rispetto al resto del mondo, che si sta sempre di più spostando verso i servizi a scapito dell’industria (questo è particolarmente evidente in Cina). Questo penalizza la Germania, che eccelle nei settori automobilistico, chimico e dei macchinari.

Invecchiamento della popolazione: la demografia penalizzerà sempre più la crescita tedesca. Dopo decenni di tassi di nascita bassi (1,59 figli per donna nel 2019), la popolazione in età lavorativa diminuirà costantemente negli anni a venire.
Si prevede che questo sviluppo peggiorerà ulteriormente le difficoltà di assunzione delle aziende e peserà sui consumi e sugli investimenti. Le imprese saranno meno incentivate a investire perché il numero di consumatori e lavoratori diminuirà.

La debolezza cronica degli investimenti pubblici. Gli investimenti pubblici hanno rappresentato solo il 2,5% del Pil tedesco nel 2019, rispetto al 3% nell’Eurozona e all’oltre 3,5% in Giappone.
Questo potrebbe portare a un degrado delle infrastrutture, che probabilmente si tradurrà in bassi incrementi di produttività. L’abbandono del dogma di bilancio è un buon inizio, ma gli sforzi del futuro governo dovranno essere più sostanziali.

Il successore di Angela Merkel avrà il suo bel da fare. In primo luogo, perché la situazione economica e sanitaria del paese è sempre più incerta. In secondo luogo, perché i partiti di opposizione vogliono assolutamente avere posti al governo.
E, infine (soprattutto?), perché sarà molto difficile dimenticare rapidamente i 16 anni di governo Merkel.