ISIS: anche UK e Germania in guerra. Cosa farà l’Italia?

26 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – La cancelliera tedesca Angela Merkel ha promesso aiuti alla Francia di Francois Hollande nella guerra contro l’Isis, che diventa sempre più globale. Merkel, che invierà Tornado in Siria e soldati in Mali e Iraq per combattere il gruppo radicale jihadista, ha dichiarato:

“Dobbiamo agire con determinazione, perchè non possiamo sconfiggere l’Isis con le parole”.

Hollande ha lanciato un appello alla Germania, di solita restìa a impelagarsi in guerre internazionali e aumenti della spesa nella Difesa, durante la conferenza stampa congiunta che si è tenuta a Parigi, in occasione dell’incontro tra i due leader:

“Se la Germania potesse fare di più, sarebbe un buon segnale nella lotta contro il terrorismo“.

Hollande continua a chiedere aiuto ai paesi membri dell’Unione europea, al fine di formare una coalizione globale contro l’Isis. La risposta della Germania non si è affatta attendere.

Il ministro della Difesa Ursula von der Leyen ha reso noto che la Germania invierà fino a 650 soldati in Mali, sostenendo la Francia nella lotta contro l’Isis nell’ex colonia francese. Al momento sono 200 i soldati tedeschi dispiegati a Mali, al fine di fornire aiuti logistici e di intelligence alla missione di paese dell’Onu.

Come segnalato dal Wall Street Journal von der Leyen ha promesso:

“Noi dobbiamo essere al fianco della Francia e lo faremo, e faremo il possibile per aiutarla in questo momento difficile”

L’esercito tedesco invierà anche altri 50 soldati in Iraq per aiutare il paese ad addestrare i combattenti curdi Peshmerga, portando il numero totale a 150.

La parola a questo punto bassa alla Camera bassa del Parlamento tedesco, dove la coalizione di governo di Merkel gode comunque di una maggioranza solida.

Sui Tornado invece sono state fonti all’interno del partito al potere CDU ad annunciare la svolta della Germania nella guerra all’Isis. L’agenzia di stampa tedesca Dpa riporta che il governo lo ha stabilito “come conseguenza degli attentati di Parigi“.

Intanto il premier britannico David Cameron ha chiesto al Parlamento di votare a favore di un intervento militare in Siria, dicendo che gli ultimi eventi hanno evidenziato la necessità di “bombardare i terroristi dell’ISIS”.

E’ l’Italia? La Repubblica riporta che l’ipotesi più concreta valutata da Palazzo Chigi sarebbe quella di “rafforzare il contingente in Libano. Altri 100-150 militari italiani in modo da liberare altrettanti soldati di Parigi”. Sicuramente “taggare” i terroristi, aumentare le spese nella sicurezza e dotare i neo maggiorenni di 500 euro, come ha proposto il premier Renzi, non è sufficiente.