Merkel arrabbiata per QE, prova che è la svolta

23 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

FIRENZE (WSI) – La prova che il Quantitative Easing europeo rappresenta una svolta la offre la reazione della Cancelliera tedesca, che al contrario dei partiti di sinistra e di destra europei “non l’ha presa bene”, come ricorda l’opinionista Bernard Guetta sulle pagine di Internazionale.

Merkel ha tenuto a precisare che al di là delle decisioni dell’Eurotower “i politici non devono distrarsi dal prendere i passi necessari per assicurare la ripresa”.

Sicuramente la portata del piano e la condivisione dei rischi potevano essere maggiori, ma l’importante è che “la svolta tanto attesa sia arrivata”, che la Bce abbia chiesto ai governi e alla Commissione di seguire il suo esempio favorendo gli investimenti e che Bruxelles l’abbia addirittura precedeuta annunciando un mese fa un piano di investimenti paneuropei da oltre 300 miliardi”, dice Guetta, giornalista francese specializzato in geopolitica.

Il piano della Commissione Juncker è stato criticato perché dipende unicamente da investimenti privati, che non è sicuro che si materializzino, piuttosto che pubblici. Allo stesso tempo il maxi pacchetto della Bce, che prevede l’acquisto di titoli di stato al ritmo di 60 miliardi al mese fino a settembre 2016 e anche oltre, sancisce per Guetta la fine delle politiche di austerity e della stagione liberale in Europa.

Intanto a Firenze va in scena un bilaterale tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e Angela Merkel. Fatta eccezione per il maxi piano di Draghi, le premesse sono buone.

Parlando a Davos la Cancelliera ha espresso un giudizio positivo sul nostro paese e sull’operato del governo italiano: “Ci sono sforzi di riforme anche in Italia. Finalmente”. La promozione di Berlino al Belpaese che “sta realizzando riforme ambiziose” arriva all’indomani del voto sull’Italicum che di fatto ha spianto la strada alla riforma elettorale.

Soddisfatto Renzi che, aiutato dal fascino della culla del Rinascimento, cercherà di convincere Merkel a concedere più flessibilità all’Europa, dopo l’apertura contenuta nel piano Juncker.

Gli attacchi politici dell’opposizione non si sono fatti attendere. “Grazie alle politiche di austerità che sono state volute dalla Ue con la spinta di Frau Merkel – ha detto Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia – sono stati fatti solamente dei danni. Renzi è l’esecutore materiale di questi diktat”.

(DaC)