Mercato immobiliare crolla anche sul non residenziale

30 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – A proposito del settore immobiliare c’è molto da dire in questo periodo: mercato stagnante, banche restie nell’erogazione di mutui e prestiti, sempre meno richieste di credito per approfittare degli incentivi sulle ristrutturazioni. Adesso, però, si parla di un altro dato preoccupante: la contrazione che coinvolge il settore interessa in egual misura gli immobili residenziali e quelli non residenziali.

Dal 2008 al 2012 i volumi delle transizioni sugli immobili non abitativi ha riportato un taglio del 40%. Questo dato – unito al fatto che gli italiani preferiscano il leasing come forma di finanziamento per entrare in possesso di un immobile non residenziale – dimostra appieno la situazione economica drastica vissuta negli ultimi anni soprattutto dalle piccole e medie imprese.

Il calo nella compravendita di uffici, capannoni, alberghi e negozi è stato attestato dall’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate e da Assilea (Associazione Italiana Leasing) che, nel Rapporto sul mercato immobiliare non residenziale del 2012, hanno mostrato come nel terziario le transazioni siano diminuite del 26,1%, nel commerciale del 24,5% e nel produttivo la contrazione sia stata “solo” del 19,7%.

Le perdite più consistenti – soprattutto sugli uffici – sono state rilevate al Sud, dove si è arrivati a una contrazione del 29,7% sul totale del mercato nazionale. Migliore la situazione nel Nord-Est Italia, l’area che ha riportato in assoluto il calo più basso (-21,7%).

Per quanto riguarda i negozi, invece, arriva una buona notizia dal Nord-Ovest che, nel 2012 è stato il territorio italiano più prolifico, con 7 mila nuovi contratti stipulati per i locali ad uso commerciale. Bene anche uffici e capannoni: rispettivamente circa 3.500 e 4 mila contratti.