Mercato chiama bluff Fed, “non ci faremo ingannare”

25 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

“La Fed vuole convincere il mercato di aver intrapreso la strada della politica monetaria restrittiva, ma il marcato non ci crede”. Cosi in una nota pubblicata sul sito finanziari ZeroHedge, Graham Summers, Chief Market Strategist di Phoenix Capital Research, che mette in evidenza come,  mercoledì scorso, subito dopo l’annuncio  da parte della Federal Reserve di voler ridurre il bilancio mensile e alzare i tassi in dicembre, i Treauries a lunga scadenza, ovvero gli asset che di fronte ad un annuncio del genere subiscono una flessione, in realtà hanno sovraperformato sia S&P  che il Nasdaq. Segnale che non sembra andare nella direzione in cui di solito

Summers non è l’unico a credere che la Fed non ridurrà, come preannunciato il debito mensile. Della stessa opzione,

“La Fed vuole convincere il mercato di aver intrapreso la strada della politica monetaria restrittiva, ma il mercato non ci crede”.

Così in una nota pubblicata sul sito finanziari ZeroHedge, Graham Summers, Chief Market Strategist di Phoenix Capital Research, che mette in evidenza come,  mercoledì scorso, subito dopo l’annuncio  da parte della Federal Reserve di voler ridurre il bilancio mensile e alzare i tassi in dicembre, i Treauries a lunga scadenza, ovvero gli asset che di fronte ad un annuncio del genere generalemente subiscono una flessione, in realtà hanno sovraperformato sia S&P  che il Nasdaq. Segnale che non sembra andare nella direzione in cui di solito le cose.

Summers non è l’unico a credere che la Fed non ridurrà, come preannunciato il debito mensile. Della stessa idea è Peter Schiff, CEO di Euro Pacific Capital, secondo cui al contrario “lo farà salire ancora di più”.

“Il bilancio si sta muovendo verso $ 10 trilioni. Non c’è modo in cui la Fed possa scaricare i titoli e titoli garantiti da mutui. Non mi interessa quello che dicono. Vediamo come agiscono: hanno annunciato l’aumento dei tassi per anni prima di iniziare la stretta monetaria” ha detto in un’intervista a TheStreet.

Per Shiff anche se la Fed dovesse tagliare il proprio bilancio, lo stesso verrebbe ampliato nuovamente in occasione la prossima recessione.

Al di là delle opinioni degli esperti, lo scorso mercoledì la Fed ha annunciato che a partire da ottobre partirà il processo di normalizzazione del bilancio, esploso con la crisi a 4.500 miliardi di dollari, al ritmo di 10 miliardi al mese La somma salirà di 10 miliardi di dollari a trimestre, fino a un massimo di 50 miliardi.

Per quanto riguarda i tassi, l’orientamento sembra quello di rallentare la stretta nel medio termine, anche se non nel breve: il rialzo dei tassi di dicembre dall’attuale livello dell’1-1,25% – non modificato – resta molto probabile.