Mercati: è troppo presto per pensare a un rally di agosto?

28 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – A distanza di un paio di giorni dai famosi stress test sul sistema bancario europeo troviamo ancora, generalizzata sui mercati, una buona propensione ad una ripresa. Questo momento, che qualcuno chiamerà con forse troppa facilità l’inizio del “rally d’agosto” è stato aiutato da una buona serie di dati usciti in giornata, sia sul mercato azionario sia sullo stato di salute della zona euro.

Abbiamo avuto nell’ordine dati positivi provenienti da grandi società, come i dati sui ricavi in aumento per UBS, Deutsche Bank e Dupont, senza tralasciare dati come la fiducia dei consumatori tedesca e i prezzi delle importazioni, sempre in Germania, entrambi in aumento.

A questo si è anche aggiunto il prezzo delle case negli States che ha mostrato una avanzamento dello 0.47% nel mese di maggio, portando quindi il mercato ad un rialzo del 4.6% su base annuale e suggerendo una continua ripresa del mercato che ha condotto all’inizio della crisi economica dal 2008.

Non dovrebbe stupire quindi che il VIX, che misura la volatilità sul mercato azionario, sia ritornato a livelli più bassi dallo scorso maggio, contribuendo ad un buon momento distensivo sul mercato. Sembra oramai assorbita dal mercato la ventata di pessimismo trasmessa dalla Federal Reserve le scorse settimane ed i cambi sembrano in grado di ritornare sui livelli abbandonati i mesi scorsi.

EurJpy – grafico 240 min

Passiamo appunto all’analisi tecnica sul mercato, dove continua la stabilità vista sul cambio eurodollaro nelle ultime giornate. I prezzi trovano una forte resistenza ad un livello prossimo a 1.3030, in grado per ben tre volte in una settimana di arrestare quella che sembra una risalita nel medio periodo a senso unico per la moneta europea. Come sosteniamo da qualche giorno la previsione rimarrà favorevole ad una salita sino a che non avremo il definitivo superamento del livello dinamico di supporto, che transita per le prossime ore a 1.2890.

Anche il cambio UsdJpy si mantiene tutto sommato intorno a livelli noti da tempo. C’è stato il superamento del canale di giornata ieri a 87.60 e questo potrebbe condurre i prezzi verso il nuovo punto obiettivo di 89.15 (livello dove si sono concentrati due massimi fra l’11 ed il 14 luglio scorso). Un ritorno dei prezzi all’interno del canale mantenuto per una settimana, compreso fra 86.30 e 87.60, potrebbe portare a vedere la parte bassa del canale.

Dopo qualche ora di incertezza abbiamo avuto la definitiva rottura su due della principali coppie di valute osservate dal mercato, EurJpy e GbpUsd.

La moneta unica ha approfittato di una stabilità nei confronti del dollaro e di una ripresa del dollaro nei confronti dello yen per superare quel livello di resistenza a 113.30 di cui tanto abbiamo parlato nei giorni scorsi: è dal 4 giugno scorso infatti che i prezzi hanno provato ad oltrepassare questo livello (parliamo di non meno di 10 tentativi, se osserviamo un grafico con un timeframe inferiore al giornaliero).

Ora le proiezioni tendono ad indicare una possibile ulteriore risalita dell’euro sino ad una prima resistenza di 115 figura. Appare prematuro, per il momento, parlare degli ulteriori obiettivi: basti però pensare che Fibonacci indica in 120 il punto di arrivo, se effettivamente 115 dovesse essere oltrepassato.

Come dicevamo anche il cable ha oltrepassato un livello molto considerato, 1.55. Un grafico giornaliero mostra come il livello, che poi è il massimo del cambio da febbraio, potrebbe ora condurre ad una più profonda ripresa della sterlina raggiungendo prima di tutto 1.58 figura. Tutto questo scenario di ripresa del cambio si basa sulla tenuta del grande supporto dinamico, suggerito dalla trendline che contiene i minimi crescenti da inizio giugno, passante per le prossime ore vicino a 1.53 figura.

Parlavamo di segnali che tendono ad una normalizzazione del mercato, ebbene la vigorosa ripresa dell’euro nei confronti della moneta elvetica è sicuramente uno di questi. Stiamo parlando di 450 punti di ripresa in quattro giornate di trading, in grado di far oltrepassare al cambio l’importante livello di 1.3750.

Se questo livello, che ora è evidentemente il supporto, dovesse riuscire a tenere ad un eventuale indebolimento potremmo essere in presenza di una tendenza molto forte in grado di ricondurre l’euro al di sopra della soglia di 1.40, con buona pace di chi ha finanziamenti in franchi.

Concludiamo con il cambio AudUsd, che in questa fase di ripresa generalizzata, ha mostrato ieri un calo interessante. È stato raggiunto il livello di massimo di riferimento a 0.9075 ed abbiamo assistito ad una discesa dei prezzi di 130 punti, grazie anche al risultato dei prezzi al consumo in calo e che quindi allontanano le speranze di un rialzo dei tassi nel breve, puntando invece per un “nulla di fatto” alla nuova riunione di RBA il prossimo agosto.

Questo movimento non deve scoraggiare in quanto non fa altro che avvicinare un livello considerato molto importante le settimane passate, 0.8865. Se i prezzi dovessero arrivare qui, infatti potremmo ipotizzare una tenuta del supporto, per un ritorno a salire della valuta australiana sino all’obiettivo più ambizioso di 0.94 figura.

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