Mercati pagina 53
Il FTSE MIB segna sei nuovi massimi storici grazie al comparto bancario e industriale, ma aumentano i segnali di debolezza tra tech, lusso e utility.
In un momento di incertezza e instabilità economica e politica, si affanna la corsa ai beni rifugio da parte degli investitori.
Nonostante l’intesa tra Bruxelles e Washington abbia evitato una guerra commerciale, l’euro perde terreno sul dollaro.
Anche durante l’estate, l’economia globale continua a inviare segnali importanti: nuove tensioni commerciali e un’incertezza crescente frenano la crescita. Secondo un recente studio della Banca Mondiale, la crescita globale rallenterà al 2,3% nel 2025, quasi mezzo punto percentuale in meno rispetto al tasso previsto all’inizio dell’anno. Se queste previsioni si confermeranno, la crescita media globale dei primi sette anni del 2020 sarà la più lenta di qualsiasi decennio dagli anni ’60.
Per il ceo Zinno “l’obiettivo delle Opas è dar vita a un’eccellenza italiana nell’ingegneria ad alta tecnologia. Crescendo sia a livello orizzontale che verticale sarà possibile beneficiare anche del reshoring e del chip act europei”
Dal 2011 i titoli dei mercati emergenti (EM) hanno sottoperformato quelli dei mercati sviluppati (DM), invertendo la tendenza positiva registrata nel primo decennio di questo secolo. La forza del dollaro in questo periodo ha rappresentato un fattore sfavorevole per i titoli azionari dei mercati emergenti. Ha giocato un ruolo importante anche il rallentamento della crescita degli utili dei mercati emergenti rispetto a molti paesi DM, in particolare i titoli tecnologici statunitensi.
Dall’inizio dell’anno il dollaro ha perso il 10% rispetto alle principali valute. È l’inizio di una tendenza?
Stellantis crolla ancora, Piazza Affari boccia la guidance. Filosa: “Risolverò ciò che non funziona”
La nuova guidance per la seconda metà dell’anno non convince a livello di margini e flusso di cassa. Titolo affonda ancora e analisti preparano nuova sforbiciata a stime
Una lezione di finanza prudente: secondo Buffett, far crescere un impero solo per espandersi impoverisce gli azionisti. Meglio aspettare opportunità reali che creino valore duraturo.
Il differenziale tra BTP e Bund scende ai minimi dal 2010. Merito di conti pubblici più credibili, politiche monetarie favorevoli e rinnovata fiducia degli investitori. Ma la prudenza resta d’obbligo.