Mercati, una settimana dominata da tech e materie prime

21 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Italia

Settimana in rosso per Milano, nonostante lo spunto odierno. Telecom Italia ha raggiunto un accordo con Tele2 per la vendita di BBNed. BBNed è un fornitore di servizi wireline nei Paesi Bassi, attivo nei segmenti business retail e wholesale. BBNed opera sul mercato business con il marchio Bbeyond e sul mercato consumer con i brand Alice e InterNLnet. Tele2 pagherà un corrispettivo pari a EUR50 mln (entreprise value); il completamento dell’operazione è subordinato all’approvazione da parte delle Autorità garanti della concorrenza nei Paesi Bassi.

In settimana Prysmian si è aggiudicata un nuovo importante progetto, del valore di oltre EUR150 mln, da parte dell’operatore di rete di trasmissione tedesca transpower per l’impianto HelWin1 che andrà a collegare due parchi eolici offshore situati nel Mare del Nord alla terraferma, in Germania. L’annuncio segue un altro contratto che la stessa Prysmian si è aggiudicata ad Abu Dhabi: nel dettaglio, Prysmian ha acquisito una nuova importante commessa da circa EUR250 mln per la realizzazione di una rete di trasmissione “chiavi in mano” a 400 kV da parte di Abu Dhabi Transmission and Dispatch Company (TRANSCO).

Pirelli Ambiente, attraverso la controllata Solar Utility, e GWM Group, attraverso la controllata GWM Renewable Energy, hanno sottoscritto un accordo strategico per lo sviluppo congiunto di attività nel settore del fotovoltaico in Italia. L’accordo prevede che Solar Utility, società detenuta al 100% da Pirelli Ambiente attiva nel settore del fotovoltaico, conferisca le proprie attività di produzione – per una capacità complessiva pari a 11 Megawatt di cui 7 già operativi – in una nuova società denominata GP Energia Spa di cui GWM Renewable Energy, società di GWM Group specializzata in investimenti nelle energie rinnovabili, acquisirà il 60% del capitale. Il restante 40% sarà detenuto da Solar Utility. Il valore iniziale della joint venture è di circa EUR20 mln, l’obiettivo è di arrivare ad acquisire circa 100 MW in Italia. L’unione delle competenze e dei progetti sviluppati nel settore da Solar Utility e da GWM Renewable Energy consentirà di creare un attore rilevante nel settore fotovoltaico sul territorio nazionale.

MPS, BPM e Clessidra Sgr hanno condiviso un memorandum of understanding per lo sviluppo di un’alleanza strategica nel settore del risparmio gestito, diretta a creare il maggior operatore indipendente nel mercato dell’asset management in Italia, ed uno dei principali in Europa. Il progetto mira alla integrazione delle società di gestione del risparmio Anima Sgr e Prima Sgr che, al 31 marzo 2010, gestivano masse complessivamente pari a oltre EUR41 mld. In particolare, è prevista la vendita, da parte del Gruppo BPM a Prima Holding, dell’intera partecipazione in Anima Sgr posseduta da BPM (vendita da realizzarsi per un corrispettivo di EUR400 mln e di un aumento di capitale non superiore ad EUR200 mln), ed il contestuale ingresso di BPM nel capitale di Prima Holding. Il presidente dell’istituto milanese, Ponzellini, ha dichiarato che l’operazione potrebbe far salire il coefficiente patrimoniale Tier 1 fino al 9% (ora l’8,6%).

Estero

Nononstante la chiusura sui massimi di seduta ieri per Wall Street e l’avvio positivo stamane per le principali piazze del Vecchio Continente, la performance settimanale rimane negativa (fanno eccezione le borse di Atene e Shanghai). L’indice VIX sulla volatilità evidenzia un calo nel corso dei 7 giorni con investitori e operatori di mercato che sono in attesa di conoscere l’esito degli stress test sulle banche europee che sarà comunicato venerdì 23 luglio alle ore 18 in Italia.

Focus sulle banche Usa. Ieri Goldman Sachs ha comunicato d’aver chiuso il secondo trimestre con utile pari a USD613 mln, con un vero e proprio crollo dell’82% rispetto ai USD3,43 mld dello stesso periodo dello scorso anno. L’utile per azione è stato pari a USD0,78, che sale a USD2,75 escludendo l’effetto di alcune voci straordinarie (le previsioni degli analisti erano per un utile per azione poco superiore a USD2,08), a fronte di un fatturato che è stato di USD8,84 mld, in ribasso del 36% rispetto ai USD13,7 mld dell’analogo periodo dell’anno precedente e leggermente inferiore alle stime Reuters. Le condizioni del mercato, ha spiegato l’istituto in una nota, si sono fatte più difficili nel corso del secondo trimestre e questo spiega la flessione che ha interessato i ricavi trading e investment.

Citigroup ha annunciato che nel secondo trimestre l’utile è calato del 37% a USD2,7 mld, pari ad un Eps di USD0,09, mentre i ricavi
sono scesi del 26,5% a USD22,1 mld (le stime di consensus Thomson Reuters indicavano un utile di USD0,05 per azione e ricavi di USD22,16 mld). Il calo degli utili e dei ricavi di Citigroup va spiegato con le recenti turbolenze sui mercati finanziari che hanno penalizzato la divisione investment banking, oltre che con la vendita di Smith Barney. Da dire che gli accantonamenti per rischi su crediti di Citigroup sono scesi di USD2 mld rispetto al trimestre precedente.

Bank of America ha comunicato che nel primo trimestre il suo utile è calato del 3% a USD3,1 mld pari a USD0,27 per azione (USD0,33 nell’analogo trimestre 2009), mentre i ricavi sono scesi dell’11% a USD29,45 mld (le attese convergevano in media per un utile per azione di USD0,22 e ricavi di USD29,75 mld). Bank of America ha beneficiato in parte del miglioramento della situazione sul mercato del credito, mentre il negativo clima sui mercati finanziari degli scorsi mesi ha pesato sensibilmente sulle attività di trading. Le riserve per rischi su crediti della banca statunitense sono calate del 39% su base annuale e del 17% rispetto al trimestre precedente.

J.P. Morgan ha aumentato nel secondo trimestre il suo utile netto del 76% a USD4,8 mld pari a USD1,09 per azione (escludendo I fattori straordinari, l’Eps risulta pari a USD0,73, da raffrontare con la stima di consensus di USD0,67 dei dati Thomson Reuters). La banca statunitense ha beneficiato lo scorso trimestre soprattutto del forte calo delle riserve per rischi su crediti al consumo (mutui, carte di credito e altri prestiti). Secondo il CEO Jamie Dimon il miglioramento della situazione sul mercato al credito al consumo sarebbe incoraggiante. Dimon crede d’altra parte che sia ancora troppo presto per dire se ci saranno ancora degli ulteriori miglioramenti.

Mercati Azionari: settori a confronto

Stoxx

Fatta eccezione per il comparto legato alle materie prime (bene le britanniche Antofagasta e Xstrata), gli altri settori che compongono lo Stoxx europeo evidenziano un segno di flessione. Marcato calo per i farmaceutici (giù Roche, in calo anche Novartis che tuttavia ha riportato nel 2Q un aumento del fatturato dell’11%), a seguire segnaliamo i finanziari (Axa la peggiore nelle assicurazioni, Barclays tra le banche), quindi focus su auto (oltre ai dettagli su Fiat, in rosso Daimler che ha annunciato l’intenzione di voler rivedere al rialzo i propri obiettivi per l’intero 2010) e tlc (il CdA di Portugal Telecom non è riuscito a prendere una decisione in merito all’offerta avanzata da Telefonica per la quota detenuta dall’operatore portoghese nella brasiliana Vivo). Nel comparto dei\ beni di consumo (altri dettagli nel box sotto), da segnalare il calo di Philips nonostante il 2Q abbia evidenziato un utile netto in deciso rialzo rispetto al corrispondente periodo del 2009.

Tech

La joint venture tra la tedesca Siemens e Nokia acquisirà la rete wireless di Motorola per USD1,2 mld, consolidando la propria posizione sul mercato delle tecnologie di comunicazione senza fili; secondo le prime anticipazioni, l’operazione si concluderà entro la fine del 2010. Sempre in merito a Nokia, da riportare le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo le quali la società è alla ricerca di un nuovo CEO in grado di farle recuperare il terreno perso nel cruciale segmento degli smartphone (sempre secondo il WSJ, i dirigenti del gruppo prenderanno una decisione “entro un mese”). Asml ha chiuso il 2Q10 con utile netto pari a EUR239,0 mln, in netto miglioramento rispetto alla perdita netta di EUR104,0 mln del 2Q09 e superando le attese degli analisti di EUR203,0 mln.

Auto

Fiat ha chiuso il 2Q con utile netto a EUR113 mln e considera molto probabile una revisione al rialzo degli obiettivi 2010 in occasione dei dati del 3Q. I ricavi netti si attestano a EUR14,836 mld (+12,5% sul 2Q09) e l’utile della gestione ordinaria a EUR651 mld (da EUR310 mln). Sul fronte debito, quello netto industriale a fine giugno si attesta a EUR3,706 mld da EUR4,707 mld a fine marzo, con un cash flow generato a EUR1 mld. Fiat Auto, incluse Ferrari e Maserati, ha realizzato ricavi a EUR7,927 mld (+6,7%) e utile della gestione ordinaria a EUR270 (+18,9%). Il CdA ha varato il progetto di scissione parziale che porterà alla nascita di Fiat industrial, holding che controllerà Cnh, Iveco e Fiat Powertrain. Barclays definisce i risultati uno “strong beat”.

Beni consumo

Molto bene la britannica SSL International che oggi balza di oltre il 30% dopo l’annuncio di ieri che la concorrente Reckitt Benckiser procederà all’acquisizione della società per GBP2,5 mld; il gruppo acquirente ha valutato SSL GBp1.171 per azione, riconoscendo al titolo un premio del 33% rispetto alla chiusura di borsa di ieri sera (GBp882). Bene anche la francese Hermes che ha alzato il proprio target annuale di vendita sulla scorta di un secondo trimestre che è andato meglio delle attese: nel dettaglio, il gruppo prevede ora una crescita delle vendite annuali del 10-12%, rispetto all’aumento del 5% ipotizzato a maggio. In rosso Electrolux dopo che i risultati del 2Q, per quanto positivi, hanno deluso gli investitori, evidenziando una performance peggiore vs. le attese.

Macroeconomia

L’ultima settimana è trascorsa all’insegna prevalente dei realizzi sui listini azionari, con alcune trimestrali Usa che non hanno convinto e per un ritorno al nervosismo sulle prospettive del ciclo economico dopo la diffusione di deboli dati macro negli Stati Uniti. E’ attesa per oggi l’audizione semestrale di Bernanke alla Commissione Bancaria del Senato Usa su economia e politica monetaria. Le parole del banchiere centrale saranno soppesate con particolare attenzione, proprio a fronte del sensibile peggioramento degli ultimi dati macro all’origine del nuovo deprezzamento del dollaro. Con l’odierno ‘Monetary Policy Report’ il presidente Fed cercherà probabilmente di dare una visione più unitaria sulla strategia della banca centrale, che dovrebbe restare improntata all’attendismo. Lo scenario più probabile che verrà tracciato dal banchiere sarà quello di una ripresa sostenibile anche se moderata, in cui la Fed si è data gli strumenti necessari per reagire ai diversi scenari economici possibili. Nel suo bollettino mensile, la Bce ha ribadito invece che per i Paesi dell’Area Euro è prioritario proseguire le politiche di bilancio finalizzate alla sostenibilità della finanza pubblica, e che qualora gli attuali piani di risanamento non
fossero sufficienti a raggiungere i target di riduzione del debito, sarà necessario prefissarsi traguardi più ambiziosi. In linea con le attese la Bank of Canada ha alzato i tassi di 25 bp allo 0,75%.

Tra gli ultimi dati macro dell’Area Euro, spiccano i buoni numeri diffusi ieri dall’Istat. A maggio l’indice destagionalizzato degli ordini all’industria ha mostrato in Italia un incremento del 3,2% su mese (contro attese per un modesto +0,2%) dopo +4,8% di aprile, con la sorpresa positiva proveniente dalle commesse dall’estero (+9,5%). Su base annuale gli ordinativi sono cresciuti del 22,4% (+44,5% quelli esteri), ai massimi da oltre 15 anni. Anche il fatturato industriale ha segnato una variazione pari a +0,8% rispetto ad aprile (+8,9% su anno da +6,4%), quando era salito dello 0,5%. Pochi comunque i dati macro europei, tra cui la bilancia commerciale di Eurozona che registra a maggio un deficit di -EUR3,4 mld dopo l’avanzo di EUR0,3 mld di aprile (rivisto da +EUR1,8 mld), ed I prezzi alla produzione cresciuti in Germania oltre le attese dello 0,6% su mese (+0,3% a maggio) e dell’1,7% su anno (da +0,9%).

Complessivamente deludenti i dati macro negli Stati Uniti. Il Philly Fed, sondaggio che esprime i possibili trend dell’attività economica nei mesi successivi, si è attestato a luglio a 5,1 pts rispetto agli 8 di giugno, la produzione industriale pressochè invariata a giugno (+0,1% da +1,3% di maggio), la fiducia dei consumatori della Michigan University in forte calo a 66,5 pts dal precedente 76, I flussi netti di capitale a USD35,4 mld a maggio, inferiori ai USD40 mld attesi. Contrastanti invece i dati diffusi ieri sul settore immobiliare di giugno, dopo il calo della fiducia dei costruttori con l’indice Nahb sceso a sorpresa a luglio ai minimi da oltre un anno a 14 pts dai precedenti 16. Le nuove costruzioni abitative hanno subìto un rallentamento del 5% rispetto a maggio a 549 mila unità, contro attese di 580 mila (-2,7%). In aumento oltre le attese invece i permessi edilizi che sono saliti del 2,1% a 586 mila unità (consensus +570 mila).

Cambi e commodities

L’Euro si è rafforzato a 1,28 contro Dollaro (superata in questi giorni anche quota 1,30, massimo da 2 mesi) a causa soprattutto del susseguirsi di segnali negativi sull’economia Usa e per i timori di un suo rallentamento, e nonostante il downgrade dell’Irlanda da parte di Moody’s. Sarà importante la giornata di venerdì 23, quando verranno pubblicati i risultati degli stress-test condotti su 91 gruppi bancari europei, che rappresentano il 65% dell’intero settore. Sui valori della scorsa settimana scorsa il petrolio Wti che quota= intorno a USD78,5 al barile, comunque condizionato dalle preoccupazioni relative al prosieguo della crescita del ciclo economico. Tra i metalli preziosi giù oro e soprattutto argento, tra quelli industriali male alluminio e nickel, in rialzo rame e zinco.

Obbligazionario/Monetario

Bilancio settimanale poco mosso per i titoli di Stato, con un leggero movimento al ribasso per la sola curva dei rendimenti americana, nel suo tratto medio-lungo. Sul mercato primario ha debuttato oggi il nuovo trentennale tedesco scadenza 2042, con cedola in ribasso al 3,25%, in asta per oltre EUR3 mld. Buoni anche i risultati delle ultime aste di titoli pubblici in Grecia, Spagna ed Irlanda. In leggera contrazione gli spread dei titoli periferici verso il Bund decennale tedesco: 135 bp nei confronti del Btp 10Y, 170 sulla Spagna, 290 per l’Irlanda, 285 per il Portogallo e 790 bp per la Grecia.

Moody’s ha ridotto il rating del debito dell’Irlanda da ‘Aa1’ ad ‘Aa2’, con l’outlook che ora è ‘stabile’. Tra i motivi della decisione l’agenzia cita l’aumento del rapporto debito/Pil e di quello tra interessi sul debito ed entrate statali, oltre alle peggiorate prospettive di crescita per il paese e agli impegni legati al sistema bancario di cui il governo si è fatto carico. Per il mercato corporate, il costo di protezione dal rischio di insolvenza misurato dagli indici Itraxx è rimasto invariato, con il Main per gli emittenti investment grade stabile a 115 pts ed il Crossover a 525 pts.

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