Mercati: strategia contro la tempesta perfetta

26 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

Questo articolo fa parte del filone dedicato ai consigli dei money manager italiani piu’ importanti, che gestiscono decine di milioni di euro in portafoglio. Wall Street Italia pubblichera’ a cadenza variabile le interviste. La prima, a Unicredit, era incentrata sul Portafoglio ideale, formato per meta’ da azionario. La seconda, a Hypo Alpe-Adria-Bank, sul fenomeno secondo cui nei “Bond, niente è piu’ sicuro“.

La terza, a Vontobel Italia, intitolata “Meglio azioni che bond, euro a $1,34 a fine anno“. La quarta, a Carmignac Gestion, intitolata “Migliori investimenti? Dollaro e debito Piigs“.

La quinta, a Research and Capital Allocation – Ricercaefinanza.it: Bot italiani da comprare, “la diversificazione è tutto”. La sesta, ad Azimut, intitolata ““Iniezione di liquidità non si fermerà, aumentare esposizione azioni”. Tra le ultime interviste, “Tutti i bond su cui puntare” e Broker indipendente: “È l’ora di investire nell’Europa dell’Est”.

ROMA (WSI) – Dopo i corposi guadagni riportati dall’azionario nei primi mesi del 2013, i mercati azionari hanno messo il freno. Un brusco sell off si è abbattutto nelle ultime settimane anche sull’obbligazionario e sull’oro. A pesare lo shock Fed, con il timoniere Ben Bernanke che ha ammesso che le manovre di politiche monetarie espansive adottate finora, o meglio le iniezioni di liquidità continue – definite spesso più semplicemente con il termine droga – potrebbero rallentare. Bernanke ha poi precisato che la riduzione potrebbe avvenire già quest’anno.

Immediati i commenti, a partire da quello di Nouriel Roubini, che ha chiaramente detto che con una exit strategy della Fed si potrebbe presentare un rischio bolla; timori in generale su un crack dei Treasuries e, guardando alla realtà al di là delle ipotesi, un effetto innegabile è stato la fuga dall’oro.

In questo contesto di rinnovata incertezza, con la Fed che si prepara a staccare la spina al suo QE, con i mercati finanziari che si troveranno prima o poi orfani di quella liquidità che li ha sostenuti per anni, quali sono le mosse che gli investitori possono adottare per guadagnare?

Wall Street Italia ha intervistato Richard Gillham, a capo del gruppo Product Specialist di Legg Mason. Che ha dato un consiglio molto chiaro: la ricetta è puntare sulla strategia del cosiddetto “stock picking”, ovvero sulla scelta di singoli titoli. Gillham ha anche elencato i settori che al momento sono appetibili e ha espresso una cauta fiducia sui BTP italiani.

WALL STREET ITALIA – Quali sono i vostri titoli azionari e i mercati dei bond preferiti? Quali sono i settori che dispongono di un maggiore potenziale di rialzo e quali quelli che vendereste subito?

RICHARD GILLHAM Sebbene lo S&P sia cresciuto di quasi il 150% dai minimi testati nel marzo del 2009, le sue valutazioni considerate in un contesto storico non devono stupire, se si tiene in considerazione il contesto attuale di tassi di interesse e l’assenza di alternative (di investimento). Ci sono comunque, ovviamente, alcuni settori che sono ancora molto appetibili e altri che hanno testato i loro massimi. La strategia di ClearBridge, nostro gestore attivo sull’azionario, è quella di focalizzarsi prima sul modello di business di una società e poi sulla valutazione; a quel punto riconosciamo che anche le società che hanno un grande potenziale di crescita possono rivelarsi un investimento sbagliato se bisogna pagare troppo per le loro azioni. Al momento, abbiamo una esposizione significativa verso i settori dei servizi sanitari, dell’energia, dei media/cable e dei tecnologici.

WSI – Qual è la sua opinione riguardo al rally che Wall Street ha messo a segno fino a qualche settimana fa (prima che Bernanke gelasse i mercati di tutto il mondo?)

R.GDiversamente da quattro anni fa, quando ClearBridge era ampiamente bullish sui mercati azionari americani, la situazione ora è tale da portare a privilegiare più che altro una strategia di “stock picking“, in cui il titolo singolo che si possiede è più che importante rispetto all’essere investiti su un intero mercato. Detto questo, i nostri strategist ritengono che i fondamentali economici possano rimanere simili al quadro che si presenta oggi. Ovvero, prevedono una situazione di bassa crescita accompagnata da bassi tassi di interesse, strategia orchestrata dalla Federal Reserve e da altre banche centrali di tutto il mondo. ClearBridge ritiene che il ciclo di M&A (fusioni e acquisizioni), che è stato abbastanza lento nello svilupparsi, possa accelerare il passo nel secondo semestre dell’anno, visto che molte sono le grandi società che intendono crescere attraverso l’acquisizione di rivali più piccole e ad alto potenziale di crescita.

WSI – Perchè il noto detto “Sell in May, Go Away” non si è concretizzato? E quali sono i fattori chiave che stanno condizionando i mercati azionari in questo momento?

R.GRiteniamo che i soldi vadano dove vengono trattati megli, e i flussi di asset che negli ultimi 12 mesi sono stati convogliati verso l’azionario americano confermano tale assioma. Abbiamo assistito a flussi significativi, soprattutto da parte di investitori stranieri che reputano gli asset americani alla stregua di “investimenti da safe haven”, ovvero sicuri, favorendo tra l’altro approcci molto differenziati tra di essi. Esiste però anche una dose salutare di negatività e di scetticismo verso l’azionario, parlando in generale, se si considera che dall’inizio dell’anno i flussi verso il reddito fisso hanno superato i flussi azionari negli Stati Uniti. La nostra view rimane quella di selezionare le singole azioni nel mercato.

WSI – Le pressioni sullo spread italiano si sono notevolmente allentate. Qual è il vostro approccio verso il mercato dei bond italiani. Credete che l’Italia sia fuori pericolo e che c’è fiducia ora da parte degli investitori internazionali?

R.GIl nostro gestore di fondi di reddito fisso, Brandywine, crede che valga la pena possedere bond italiani. Il gestore non ha però grandi aspettative, se si considerano le riforme che sono state attuate fino a oggi, e l’outlook per il surplus rimane stabile. Le dinamiche di budget dell’avanzo primario in Italia sono state sempre migliori rispetto a quelle di altri paesi dell’Eurozona in difficoltà come il Portogallo, l’Irlanda, la Grecia e la Spagna. Al 5-5,5%*, l’avanzo primario di bilancio sarebbe abbastanza alto da stabilizzare il debito dell’Italia. Il più grande problema è, e lo è stato sempre come dimostra il risultato delle elezioni, l’outlook sulla crescita dell’economia.

WSI – Cosa suggerirebbe agli investitori che ragionano in una ottica di medio lungo termine? Per esempio, quali consigli darebbe a un investitore che vuole costruire un portafoglio a cinque anni, al fine di ricevere ritorni stabili?

RGNoi di Legg Mason disponiamo di un modello di business composto da diversi gestori di fondi indipendenti, che hanno approcci di investimento indipendenti e si focalizzano su classi di asset specifiche. Riguardo agli strumenti che sono capaci di garantire rendimenti stabili, la view del nostro gestore azionario ClearBridge Investments (controllato da Legg Mason) è che il valore deve essere individuato in quelle società che riescono continuamente a fare meglio del mercato, crescendo e prosperando nel contesto macroeconomico denso di sfide a cui facciamo fronte oggi. Si tratta di un approccio di investimento che punta su società dotate di business model capaci di assicurare l’auto-finanziamento e significativi aumenti di flussi di assi, che hanno al contempo la capacità di crescere in tempi difficili. L’assunto è che quelle società che riescono a proseguire nella strada dell’innovazione e/o che hanno un pricing power dovrebbero continuare a registrare una buona performance in questo contesto. In più, il focus è su quelle società che sono riuscite anche a mantenere bilanci solidi, beneficiando di un mercato di bassi tassi di interesse.

* Il Documento di economia e finanza 2013 (Def) presentato dal governo sottolinea che nel 2014 l’avanzo primario italiano sarà pari a circa il 4% del Pil, tra i più elevati d’Europa, e si manterrà al 5-6% negli anni successivi.