Mercati sotto shock, Kuroda: pronti ad abbandonare bazooka monetario

2 Marzo 2018, di Daniele Chicca

La Banca centrale del Giappone ha accennato alla possibile uscita dai programmi di stimolo monetario straordinari. Tra un anno l’incredibile sostegno al sistema finanziario potrebbe venire a mancare nel paese che ha fatto tanto affidamento nelle iniezioni di denaro da parte delle autorità. Basti pensare che per alimentare gli acquisti in Borsa la Bank of Japan ha anche investito in fondi comuni ETF legati agli indici azionari.

Oggi però di rialzi in Borsa non se ne vedono. Il paniere del listino giapponese del Topix ha esteso decisamente le perdite dopo che il governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda ha detto che nel 2019 verrà discusso un possibile piano di rientro dalle politiche monetarie ultra espansive. Tutti i mercati sono stati spiazzati negativamente dalle dichiarazioni e sul mercato valutario lo yen è salito ai massimi dal 2016 rispetto al dollaro Usa, che vale 105,61 yen al momento.

Intorno alle 8 italiane Kuroda ha dichiarato che il board della banca centrale inizierà a valutare come mettere gradualmente fine al massiccio programma di espansione monetaria a cominciare da aprile dell’anno prossimo e che ci potrebbero essere dei cambiamenti di strategia anche prima che venga raggiunto l’obiettivo del 2% per quanto riguarda l’inflazione .

Per la prima volta Kuroda offre tempi e dettagli precisi sul tempismo della normalizzazione delle politiche ultra accomodanti. “In questo esatto momento i membri del board e io pensiamo che i prezzi si spingeranno verso il 2% nell’anno fiscale 2019. È logico, pertanto, che intorno a quel periodo per noi giungerà il momento di iniziare a pensare e di discutere di un programma di uscita” per abbandonare il bazooka monetario.

“Non sto dicendo che il tasso di interesse negativo dello 0,1% e l’obiettivo di circa lo zero percento per i rendimenti decennali dei Bond governativi non cambierà mai, ma è possibile. Ne discuteremo durante ogni riunione di politica monetaria”.

Le Borse sono rimaste scosse dalle dichiarazioni e hanno perso decisamente terreno subito dopo. L’indice Nikkei-225 ha perso anche il 2,9% a un certo punto, violando al ribasso la media mobile a 200 giorni. Sul Forex lo yen guadagna lo 0,5% ai massimi di 15 mesi sul biglietto verde, mentre gli spread creditizi dei bond governativi giapponesi si sono ampliati.

Lo spettro di una guerra commerciale nel frattempo favorisce i Bond, mentre penalizza ulteriormente l’azionario: l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 scivola per la quarta seduta di fila, con quasi tutti i settori in rosso. L’indice Ftse MIB buca i 22 mila punti, mentre il Nikkei viola al ribasso la media mobile a 200 giorni (vedi grafico in fondo).