Mercati: shock senza precendenti, Consob rinnova stop a vendite allo scoperto

17 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Dopo la nuova ondata di vendite che ha travolto la seduta di ieri di Piazza Affari, la Consob ha rinnovato il divieto giornaliero di vendita allo scoperto di 20 titoli azionari quotati nel mercato regolamentato ai sensi dell’art. 23 del Regolamento europeo n. 236/2012. Il provvedimento, comunicato ieri, sarà operativo nella giornata di oggi

“Nella stessa seduta la Consob- prosegue la nota- ha deciso di avviare la procedura finalizzata all’adozione di ulteriori misure restrittive ai sensi dell’art. 20 del suddetto regolamento”.

Questa iniziativa si accompagna alla decisione presa dall’Esma di ridurre la soglia di notifica alle autorità di vigilanza delle posizioni nette corte dallo 0,2 allo 0,1% ex art. 28 del medesimo regolamento. I provvedimenti presi “sono finalizzati a ripristinare un contesto operativo che garantisca una maggiore trasparenza e stabilità delle negoziazioni di borsa”.

I titoli per cui sono vietate le vendite allo scoperto sono: Azimut Holding, Telecom Italia, Unicredit, Exor, Fca, Banca Generali, Leonardo, Ubi Banca, Mediobanca, Fiera Milano, Sanlorenzo, Banca Mediolanum, Dovalue, Cerved, Ovs, Maire Tecnimont, Marr, Autogrill, Banca Mps, Astm.

Intanto ieri è stata una seduta nera per tutti i listini mondiali. Wall Street ha subito le perdite giornaliere maggiori dal 1987.

Altra chiusura in profondo rosso per la Borsa di Milano. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso il 6,10% a 14.980,34 punti. Ha terminato le contrattazioni in forte calo anche il Ftse All Share che ha ceduto il 6,06% a 16.360,04 punti. Milano ha bruciato circa 18,3 miliardi di euro, di fatto annullando il rimbalzo di venerdì scorso.

“La velocità e l’ampiezza del sell-off è ciò che crea panico, non i livelli assoluti. Recentemente, infatti, abbiamo assistito a un aumento del VIX, al calo dei prezzi del petrolio e a un incremento degli spread del credito, non tutti in contemporanea, insieme ai tassi di interesse più bassi di sempre” ha  commentato Altaf Kassam, responsabile Investment Strategy & Research per l’area EMEA di State Street Global Advisors. “Attualmente il rallentamento dell’economia globale si sta ripercuotendo sui mercati e ci aspettiamo che, in futuro, questi continueranno ad essere altamente volatili e a seguire i flussi di notizie.
Più il coronavirus si diffonde, maggiore sarà l’ondata di sell-off sui mercati finanziari. Adesso però bisogna chiedersi quale sarà la risposta più aggressiva e coordinata che i policymaker possono mettere in atto per sostenere ulteriormente i mercati, considerando l’insoddisfacente risposta delle azioni politiche intraprese finora. La situazione attuale è aggravata anche dal fatto, finora, che la diffusione del virus ha innescato shock simultanei senza precedenti per domanda, offerta e condizioni finanziarie.
Più il virus si diffonde, maggiore è il numero di “improvvisi stop” economici in tutto il mondo, quindi le politiche adottate fanno più fatica a parare il colpo e, di conseguenza, il mercato avrà bisogno di più tempo per riprendersi”.

A proposito dei tempi ripresa, l’esperto ha aggiunto:

“Inizialmente speravamo che la ripresa avesse una traiettoria a “V”, poi a “U” e, potenzialmente, anche a “L”. Le condizioni potrebbero restare invariate o addirittura peggiorare per più tempo di quanto stimato inizialmente. Uno stop simultaneo degli approvvigionamenti e la riduzione della crescita si tradurranno necessariamente in minori guadagni e maggiori difficoltà sul fronte del debito.
L’implicazione di questi sviluppi è rappresentata dal fatto che, nonostante il calo dei rendimenti obbligazionari, visto che le condizioni finanziarie diventano sempre più restrittive per le aziende, ci sarà un maggiore rischio di default sui mercati del debito, e l’ondata di buyback, che in passato è servita per portare al rialzo i mercati azionari, si fermerà bruscamente”