MERCATI: OCCHIO ALLE TRAPPOLE IN TEMPO DI GUERRA

20 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Con l’America in guerra, gli investitori potrebbero essere tentati di muoversi verso titoli difensivi, come farmaceutici, alimentari e produttori di armi. Ma sarebbe un grosso errore.

“L’investitore medio dovrebbe levarsi dalla testa un’idea del genere – osserva Bert Dohmen, presidente di Dohmen Capital Research, in un’intervista al sito CBSMarketWatch.com -. L’azionario nelle prossime settimane sara’ decisamente volatile e sarebbe molto rischioso entrare sul mercato adesso. In questo momento solo trader con molta esperienza dovrebbero operare, vista l’incertezza sulla guerra”.

Martedi’ pomeriggio il CBOE Volatility Index, l’indice della volatilita’ implicita, si e’ attestato a quota 35,68. Dal 1982 al 2002, il livello medio della volatilita’ e’ stato di 21,56. Dal 12 al 17 marzo, il New York Stock Exchange ha registrato volumi al di sopra della media degli ultimi tempi, raggiungendo 1,55-1,68 miliardi di pezzi scambiati. La media del 2002 e’ stata di 1,44 miliardi.

Ma con il Dow Jones e il Nasdaq Composite in forte crescita dall’11 marzo, cioe’ da quando Bush ha lanciato l’ultimatum a Saddam Hussein, il rialzo della volatilita’ puo’ sembrare piu’ una tentazione che un deterrente.

Il mercato ha messo a segno un rimbalzo a causa delle ricoperture di posizioni corte e dell’afflusso di denaro di quegli investiori che, presi di sorpresa, non hanno voluto “perdersi il rally – spiega Frederic Ruffy, senior analyst di Optionetics.com -. I piccoli investitori potrebbero perdere la camicia se lo scenario ipotizzato (una guerra-lampo, con un conseguente rally degli indici) non dovesse verificarsi”.

La recente adrenalina del mercato spinge gli investitori a “spostare il focus dai fondamentali sul lungo termine a eventi sul breve termine – continua Ruffy -: la mente degli investitori si sta annebbiando e questo e’ un grave rischio”.

Un altro investimento sconsigliato e’ quello sull’oro. Secondo Maria Crawford Scott, dell’American Association of Individual Investors, “puntare sui metalli e’ una cattiva idea in questo momento, perche’ l’oro e’ un’investimento sul lungo termine”. Leonard Kaplan, presidente di Prospector Asset Management e trader di oro, sottolinea inoltre che gli investitori non possono avvicinarsi al metallo giallo come farebbero con un titolo.

“Un altro errore e’ quello di puntare su un settore specifico, che pensiamo possa performare bene”, avverte Scott. Se non si ha confidenza non si hanno informazioni sul comparto scelto, l’investimento essere rischioso. Per esempio, dall’11 marzo l’Amex Airline Index (XAL) e’ cresciuto del 16%, dopo aver perso il 33% nei primi due mesi e mezzo dell’anno. “Significa che bisogna seguire la folla e comprare i titoli di questo settore – chiede ironicamente l’esperto -? Che cosa accadrebbe se ci fosse un nuovo attacco terroristico o se la guerra durasse piu’ del previsto? E se, come si vocifera, AMR entrasse in bancarotta?”

“Non comprate indiscriminatamente – raccomanda Ruffy -. Se si sta facendo trading sulla base di aspettative bullish sull’esito della guerra, bisogna prendere in considerazione anche la possibilita’ che le cose potrebbero andare diversamente”.