Mercati instabili: ma davvero la Cina sta per vendere i suoi eurobond?

26 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Cina sta per cominciare a inondare il mercato il suo maxi-portafoglio di $630 miliardi di bond di stati dell’eurozona. L’indiscrezione, la voce, l’ipotesi, ha cominciato a circolare sui mercati. E sono proprio questi scenari che contribuiscono in questi giorni a rendere vulnerabile il mercato azionario. Come e’ accaduto ieri con il ribasso nella fase finale di contrattazioni a Wall Street. Il Financial Times online scrive che uno dei piu’ forti poteri finanziari di Pechino, il China’s State Administration of Foreign Exchange, cioe’ l’agenzia cinese che gestisce le riserve in valuta del paese, ha “espresso preoccupazioni circa propria esposizione” nei confronti dei paesi PIIGS.

Come e’ ovvio con il colosso asiatico che – con discrezione, in apparente cooperazione e di certo sotto l’occhio attento dell’amministrazione Obama – stava muovendo negli ultimi sei mesi i suoi investimenti in valuta dagli asset denominati in dollari (il 50% del debito esterno Usa e’ in mano ai cinesi) questo sarebbe un cambiamento strategico/finanziario notevole. “L’anno scorso i cinesi stavano cercando ridurre la proprioa esposizione sugli assets in dollari comprando bond in euro, e la possibile recente mossa sarebbe un completo ribaltamento di quella strategia”, scrive il FT.

Un diplomatico di Pechino, secondo Bloomberg, ha messo in evidenza che “le fluttuazioni dell’euro avranno un impatto sulle decisioni della Cina, anche se questo e’ solo un elemento” in qualsiasi decisione che permettera’ alla moneta cinese di rivalutarsi. Bloomberg cita le parole di He Yafei, uno dei viceministri degli esteri della Cina. In ogni caso, che l’articolo di un quotidiano inglese, non supportato per ora da conferme ufficiali delle autorita’ di Pechino o dal controbalore di vendite effettive di eurobond sul mercato, sia stato tra le cause del passaggio in rosso degli indici a Wall Street nell’ultima fase della seduta di mercoledi’, diciamo che va notato molta attentamente, e noi di WSI lo abbiamo fatto, senza forzare la mano ma riportando i fatti, per i nostri numerosi lettori che gestisco miliardi in euro e in dollari.