Mercati in crisi ma Bridgewater registra miglior performance dopo la crisi

7 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Bridgewater, il più grande hedge fund del mondo, ha registrato nel 2018 rendimenti che non solo hanno superato gli indici di riferimento per diverse asset class, ma anche molti dei suoi omologhi. Se quasi tutte le principali asset class hanno chiuso l’anno in rosso, compreso l’S&P 500, che è diminuito di quasi il 7%, esclusi i dividendi, Ray Dalio, fondatore della società di investimento Bridgewater Associates, ha invece molto da festtegiare.

Il fondo Pure Alpha, fiore all’occhiello dell’azienda, ha concluso l’anno, con un guadagno del 14,6% al netto delle commissioni, come ha detto alla stampa una persona con la conoscenza della questione. Bridgewater ha preso in gestione il fondo Pure Alpha per quasi tre decenni e ha generato un rendimento netto medio annuo di circa il 12% all’anno, con tre anni di perdite in quel lasso di tempo.

L’hedge fund “Pure Alpha”, fiore all’occhiello di Bridgewater, ha registrato un guadagno di quasi il 15 per cento l’anno scorso, nonostante i tormentati mercati finanziari che hanno messo in cattiva luce molti altri grandi investitori e suscitato preoccupazioni per la salute dell’economia globale. Bridgewater sembra aver ritrovato il suo slancio e nel 2018 ha segnato la sua performance più alta dalla fine della crisi finanziaria e questo grazie a Pure Alpha che ha segnato la migliore performance degli ultimi cinque anni.

Dal canto suo però Bridgewater ha rifiutato di commentare, ma in un’intervista al Financial Times dello scorso autunno, Bob Prince, il responsabile degli investimenti del gruppo di hedge fund, ha detto che il regime di mercato post-crisi era ad un “punto di inflessione”, mentre le banche centrali hanno ridotto gli stimoli anche se la crescita globale è rallentata.

“Stiamo chiaramente passando da un’era di allentamento monetario ad un inasprimento monetario e molto ottimismo sulla crescita futura degli utili è stato trasformato in valutazioni azionarie. Ma ci troviamo in un potenziale punto di inflessione in cui l’economia sta passando da calda a mediocre”.