Mercati: il biotech quota a sconto, ecco come investire nel settore

27 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il settore delle biotecnologie è ancora agli “albori” della crescita e continua a rappresentare un’interessante opportunità d’investimento nonostante la recente fiacchezza. La pensa così Evan Bauman manager di Legg Mason ClearBridge US Aggressive Growth Fund.

“Sovraponderiamo ancora il settore salute, soprattutto le aziende biotecnologiche, attualmente negoziate a sconto, per la prima volta nella storia, rispetto ai grandi nomi farmaceutici”, afferma Bauman, specificando che la strategia adottata quest’anno è stata quella sfruttare il sell-off del settore per incrementare le posizioni nelle aziende preferite quali Biogen Idec e Amgen

“Il settore beneficia del consolidamento dovuto ai solidi bilanci. Se si osservano imprese come Biogen, si noterà che l’azienda ha immesso sul mercato farmaci per un valore di quattro miliardi di dollari. A nostro avviso, ci troviamo ancora nelle primissime fasi di crescita per questi titoli: ciò non significa che non sottoperformeranno mai ma possiamo sfruttare eventuali sell-off per colmare posizioni che consideriamo di lunghissimo periodo” ha continuato, specificando che la strategia di fondo è quella di detenere i titoli nel lungo periodo, con una media di 17 anni ininterrotti: hanno infatti acquistato Amgen a metà degli anni ?80 e Biogen nel 1991.

Essenziale all’approccio di stockpicking è l’individuazione di un mercato in cui ci siano ancora ampi margini d’azione, dove le imprese abbiano la possibilità di costruire forti barriere all’ingresso e generare una crescita secolare sostenibile – aziende spesso caratterizzate da un potenziale d’innovazione “dirompente”, soprattutto nelle aree d’elezione rappresentate da Biotecnologie e Information Technology.

I gestori privilegiano inoltre la qualità – ricercando free cashflow consistenti e livelli di debito trascurabili– e adottano un approccio più attento alle valorizzazioni rispetto alla maggior parte dei gestori “growth”.

“Quando acquistiamo una società, il nostro ideale è di tenerla in portafoglio per sempre”, sostiene Bauman. “Solo modifiche considerevoli nell’ambito della strategia o delle valorizzazioni ci spingerebbero a ipotizzarne la vendita. L’elemento determinante del turnover dei titoli detenuti è rappresentato dall’attività di M&A, con 56 acquisizioni avvenute dal lancio della strategia nel 1983”.

Bauman asserisce che le operazioni di M&A attualmente in corso restano un fattore positivo – sia per il comparto che per il mercato nel suo complesso– e si aspetta che l’attività si sposti verso settori come l’Energia e la Tecnologia, dopo diverse transazioni nei settori Media e Salute.

Una società inserita di recente in portafoglio è Nuance Communications, impegnata nella progettazione di servizi e soluzioni vocali e già leader nel settore, che i due gestori hanno seguito almeno per dieci anni prima di perfezionarne l’acquisto.