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Mercati: gambe dei trader tremano all’idea di una recessione

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Malgrado le buone notizie giunte dall’indice sul clima aziendale tedesco, lo stato d’animo è depresso sui mercati. L’indice della Borsa tedesca del Dax sta provando a recuperare qualcosa dopo aver toccato in avvio i minimi in quasi sei settimane. Lo scarso appetito per i titoli rischiosi coincide anche con una buona domanda per i beni rifugio. Il prezzo dell’oro è cresciuto a $1.316 l’oncia, in progresso dello 0,25%. Se confermati in chiusura, sarebbero i valori più alti da febbraio.

Negli Stati Uniti, si chiedono i trader, se la banca centrale ha assunto un atteggiamento improvvisamente accomodante deve sapere qualcosa sullo stato dell’economia americano che ad altri sfugge. Se Jerome Powell ha aperto alla possibilità di nuove misure accomodanti, che erano riservate al periodo post crisi del 2008, allora deve esserci per forza un rischio reale di recessione. Il banchiere centrale che l’ha preceduto alla presidenza della Fed, Janet Yellen, ha avvertito inoltre dei 4mila miliardi di dollari di debiti quasi spazzatura (ossia con rating di ‘junk’) che rischiano di fare scoppiare una nuova crisi.

Inversione curva dei rendimenti Usa, segnale di recessione

I mercati vogliono capire quali sono le ragioni economiche reali per cui a più di dieci anni dalla crisi finanziaria globale dei mutui subprime che ha messo in ginocchio l’economia globale si ripropongono le stesse politiche. Le quali all’epoca erano state concepite come soluzione temporanea per portare i vari paesi fuori dalle paludi della recessione. Per alcuni commentatori il motivo è legato al fatto che le autorità monetarie internazionali temono il presentarsi di qualche nuova crisi finanziaria.

I programmi straordinari di accomodamento monetario e acquisto di titoli delle banche centrali da quando è scoppiata la crisi finanziaria più di dieci anni fa hanno influenzato l’andamento dei Bond sui mercati.Il Quantitative Easing all’infinito ha distorto i prezzi del mercato obbligazionario. Di conseguenza risulta più difficile dire se il prezzo di un titolo rispecchia la situazione economica e i fondamentali finanziari di un determinato gruppo, settore o paese.

Tuttavia, l’inversione della curva dei rendimenti è tale negli Stati Uniti da mandare un segnale di allarme. Il fatto che il rendimento dei Treasuries a due, 5 e 10 anni scambino tutti e tre sotto i livelli del tasso a tre mesi, indica chiaramente un’ansia degli investitori nei confronti delle prospettive economiche Usa.