MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/6/05)

di Redazione Wall Street Italia
28 Giugno 2005 14:16

USA:la variabile su cui si sta incentrando l’attenzione degli operatori è sempre più rappresenta dall’andamento del prezzo del petrolio.

Risulta sempre più evidente come il rally del greggio al di sopra della soglia dei 60$/b preoccupa per le ripercussioni negative sulla crescita più che sui prezzi.

A testimonianza di ciò citiamo il sensibile calo degli indici azionari delle ultime giornate a fronte invece di un trend ancora calante delle breakeven dei Tips che incorporano in gran parte le aspettative di inflazione.
Le sottocomponenti degli indici azionari relative al comparto energetico (sia con riferimento alla pura estrazione sia ai servizi collegati) registrano rialzi superiori al 20% da metà maggio.

Sul fronte corporate, ieri Ibm ha dichiarato di essere sotto inchiesta da parte della Sec per le modalità di iscrizione nel bilancio del primo trimestre delle stock options.

Segnaliamo inoltre come ieri Google abbia superato per la prima volta la soglia dei 300$ per azione, raggiungendo i circa 85Mld$ in termini di capitalizzazione, un valore superiore a quello di alcune grosse corporate Usa come Yahoo! e Time Warner.

Oggi l’attenzione è focalizzata sulla fiducia dei consumatori Usa di giugno, un dato atteso in recupero. Alla luce della continuazione del rally al rialzo del greggio, il recupero della fiducia dei consumatori potrebbe però rivelarsi temporaneo.

Europa:per la prima volta dopo quattro mesi torna a salire l’indice Ifo che a giugno ha registrato un rialzo a 93,7 da 93,4 di maggio. Migliora anche la componente aspettative, passata a 92,9 da 92,3.

All’interno dei settori quello più penalizzato risulta il settore costruzioni (-42,1 da –37,6), mentre sebbene resti negativo, migliora quello delle vendite all’ingrosso (-18,2 da –22) ed al dettaglio (-21 da –25,8).

Tuttavia il capo economista, Nerb, ha sottolineato che è ancora troppo presto per pensare di essere di fronte ad inversione del trend. Nell’indice infatti non sono stati incorporati i recenti rialzi dei prezzi petroliferi che quindi non hanno inciso sulla fiducia delle imprese.

Allo stesso tempo Nerb ha dichiarato che sarebbe riduttivo attribuire il recupero dell’indice solo al potenziale effetto positivo indotto dall’annuncio di elezioni anticipate lo scorso 22 maggio.

A conferma della fase di stallo che sta attraversando l’economia italiana, il Centro studi di Confindustria, ha diffuso le ultime stime sulla produzione industriale, che nel primo semestre dell’anno si dovrebbe contrarre dello 0,7% rispetto al semestre precedente e dell’1,6% a/a. Su base congiunturale a maggio si dovrebbe assistere ad un calo dello 0,8% per poi passare a giugno a -0,1%.

L’allarme sui conti pubblici giunge anche dalla Banca dei regolamenti internazionali, secondo cui l’Italia chiuderà il 2005 con un rapporto deficit/Pil del 3,9% quest’anno e del 4,3% nel 2006.

Asia-Pacifico:dopo le perdite degli ultimi due giorni, rimbalzano oggi i maggiori indici azionari della regione, con le consuete eccezioni di quelli delle borse di Shanghai (-1,6%) e Shenzhen (-1,96%), rimbalzo in parte dovuto alla resilienza mostrata ieri dalle borse nordamericane, che pure hanno chiuso in territorio negativo, all’ennesimo rialzo del prezzo del petrolio.

A Tokio, il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,87%, nonostante il METI abbia reso noto un dato preliminare per maggio delle vendite al dettaglio inferiore alle attese, in calo dell’1,5% sul mese, su base destagionalizzata, con la variazione del mese precedente rivista al ribasso, facendo registrare però una variazione del +2,7% rispetto allo stesso mese del 2004, con i sottoindici del Topix relativi ai comparti del commercio all’ingrosso ed al dettaglio in progresso dell’1,07% e dell’1,04% rispettivamente.

Nello stesso mese, sempre in via preliminare, le vendite dei grandi dettaglianti sono diminuite meno delle attese, segnando un –3,1% a/a.

A contribuire al rialzo del listino, i titoli delle aziende esportatrici, anche per via della prosecuzione del processo di indebolimento dello Yen nei confronti di Dollaro ed Euro che sta avendo luogo da cinque giorni a questa parte, in parte per i timori dell’impatto dell’alto costo dell’energia in termini di riduzione dell’avanzo commerciale nipponico.

Commodity:dopo aver toccato un massimo di 60,95 $/b, le quotazioni petrolifere hanno chiuso la seduta a 60,54 $/b dopo l’elezione dell’ultra conservatore Ahmadinejad a nuovo presidente dell’Iran.

Le tensioni sul mercato petrolifero sono destinate a salire sia per l’intenzione del neo presidente di continuare nel piano di sviluppo dell’energia nucleare (sotto cui si cela il timore soprattutto degli Usa di intenzioni non pacifiche) sia per la volontà di ridurre al minimo le opportunità per le compagnie petrolifere estere a favore di quelle domestiche, con il rischio che lo sviluppo di nuove produzioni nel secondo maggiore Paese produttore Opec subiscano ritardi.

A poco sono servite le dichiarazioni Opec tornato a consultarsi per aumentare la produzione di altri 500.000 b/g a 28,5 Mln b/g.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)