MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (26/5/05)

26 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA:gli ordinativi di beni durevoli del mese di aprile hanno registrato un sensibile incremento grazie alla buona performance del settore dei trasporti, al netto del quale il dato è risultato al di sotto delle attese.

Le componenti generalmente utilizzate come approssimazione della spesa per investimenti sono però risultate in recupero. Così ad esempio gli ordinativi di beni capitali al netto di difesa e trasporti hanno registrato un incremento mensile dell’1,6%. In recupero anche le consegne riferite alla stessa categoria (+1,1%).

Inoltre i dati di marzo sono stati sensibilmente rivisti al rialzo.
Ad esempio la variazione mensile delle consegne al netto di trasporti e difesa è stata rivista da -1,1% a 0%, lasciando pertanto immaginare una revisione al rialzo anche della contribuzione della spesa per investimenti al pil del primo trimestre in pubblicazione oggi.

Nel settore immobiliare continuano ad emergere segnali di surriscaldamento: il prezzo medio delle nuove case è risultato ad aprile in rialzo del 3,8% a/a.

In questo contesto il mercato obbligazionario continua ad essere ben supportato con segnali positivi in termini di domanda: ieri l’asta sul 2 anni Treasury da 22Mld$ ha registrato un buon rapporto di copertura con una quota di sottoscrizione da parte degli indirect bidders pari al 37%.

Si segnalano tensioni sul future decennale dove l’elevato ammontare dell’open interest (oltre 1Mln di contratti) sta accentuando le ricoperture delle posizioni corte che erano state particolarmente accentuate soprattutto nel mese di marzo.

Il Brasile ha approfittato del favorevole livello dei tassi di mercato per procedere all’emissione di ulteriori 500Mln$ di titoli con scadenza 2034.

Europa:dopo il calo dell’indice Zew anche l’Ifo ha registrato una flessione. A maggio il dato generale è passato a 92.9, da 93.3 di aprile, penalizzato dalla flessione delle aspettative future, ormai in rallentamento pressoché ininterrotto dal gennaio 2004.

Dopo la diffusione del dato il capo dell’istituto tedesco, Sinn, ha dichiarato che la Bce dovrebbe tagliare i tassi di interesse e rivedere al ribasso il target d’inflazione, attualmente al 2%. Anche il business confidence italiano diffuso dall’Isae ha registrato a maggio una flessione in linea con quanto sta accadendo negli altri paesi europei. In disaggregato il dato ha evidenziato un calo dei nuovi ordini, andamento poco incoraggiante per le prospettive di crescita del settore nei prossimi mesi.

Relativamente ai prezzi ieri i dati preliminari relativi alla Germania hanno evidenziato a maggio un’accelerazione del tendenziale conseguente ad un rialzo dei prezzi nei settori del tempo libero, della ristorazione e dell’alimentare. Il dato potrebbe comportare un tendenziale per lo stesso mese dell’intera area Euro compreso tra il 2% ed il 2,1%, dal 2,1% di aprile.
Ulteriori indicazioni in proposito giungeranno dal dato preliminare sull’inflazione di maggio in Italia in calendario il prossimo 31 maggio. Gli ultimi sondaggi sul referendum francese del 29 maggio continuano a dare vittorioso il no.

Il presidente dell’Ue Juncker ha dichiarato che, nel caso di vittoria del no in Francia ed Olanda, i quesiti dovrebbero essere riproposti agli elettori.

Asia-Pacifico:il rialzo del prezzo del petrolio ha penalizzato le borse asiatiche ed in particolare società quali Toyota e Sony a causa dei timori che la ripresa delle quotazioni del greggio possa ridurre i profitti e rallentare la spesa per consumi.

Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,12%, mentre l’indice di Shanghai scende dell’1,2%, in ribasso da diverse settimane. Sull’indice cinese stanno pesando le notizie relative ad eventuali incrementi di dazi nei confronti di merci del paese.

A tale proposito la Commissione Europea avrebbe accordato misure di urgenza su due prodotti del tessile cinese, proposte dal commissario Mendelson, in attesa di una risposta della tigre asiatica entro il 31 maggio prossimo.

Commodity: peggiori delle attese i dati sulle scorte petrolifere.

Secondo il Dipartimento dell’Energia, nella settimana conclusasi il 20 maggio, le scorte di greggio sono scese di 1,6 Mln di barili registrando così il secondo calo da metà aprile.
Le scorte di benzine, particolarmente osservate in quanto molto vicino è il ponte del Memorial Day, sono cresciute meno delle attese.

Crescono invece le scorte di distillati (1,9 Mln barili). Dopo la pubblicazione dei dati il prezzo del greggio WTI ha chiuso in rialzo del 2,64%.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)