MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (22/06/04)

22 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: in assenza di dati macro di rilievo, l’unico evento che merita attenzione è il discorso rilasciato ieri sera da Bernanke. L’esponente della Fed ha dichiarato che, malgrado le tensioni sull’inflazione generate dalle materie, la stabilità dei prezzi per l’anno in corso dovrebbe essere garantita. Bernanke ha fatto infatti riferimento all’inflazione core, ovvero il dato depurato dalle componenti più volatili quali energia e generi alimentari, dichiarando che il suo andamento dovrebbe rimanere sottocontrollo e avvalorando l’ipotesi che l’azione sui tassi da parte della Fed sia graduale, così come già dichiarato da Greenspan.

Bernanke ha comunque precisato che, nel caso in cui l’inflazione dovesse eccedere quanto atteso dalla banca centrale stessa, le autorità non esiterebbero ad attuare una politica monetaria più aggressiva sui tassi. Il discorso quindi sembra ribadire che la Fed porterà avanti la sua politica monetaria restrittiva in modo molto graduale.

Un’azione graduale sembrerebbe giustificata anche dall’affermazione di Bernanke relativamente alla crescita. L’esponente della Fed ha infatti dichiarato che sebbene il paese stia assistendo ad un consolidamento della crescita, ancora l’attività non ha raggiunto il suo potenziale. Secondo Bernanke, la Fed deve “provare a trovare un giusto equilibrio” che mantenga la stabilità dei prezzi compatibilmente ad una crescita prossima al potenziale, avvalorando l’ipotesi di una manovra graduale per dare la possibilità alla Fed stessa di verificare gli effetti che tali rialzi avranno sulla congiuntura.

Relativamente alle aree emergenti ieri il Brasile ha collocato sul mercato 750 Mln $ di bond a 5 anni a tasso variabile.

Europa: delude il dato relativo alla spesa per consumi francese che a maggio ha registrato la seconda flessione negli ultimi tre mesi, trainata al ribasso dal calo registrato nel comparto abbigliamento ed oggettistica per la casa. L’accelerazione dell’inflazione, unita ad un tasso di disoccupazione che continua a mantenersi elevato hanno penalizzato la spesa delle famiglie.

Weber, capo della Buba, ha dichiarato che malgrado le aspettative sull’inflazione siano cresciute, la dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe rimanere sotto controllo. Il rialzo dei prezzi secondo Weber dovrebbe essere temporaneo e non generare effetti sui salari, anche se la Bce rimarrà vigile su qualunque sviluppo in proposito. Un’accelerazione dell’inflazione prolungata potrebbe anche spingere le autorità monetarie ad intervenire sui tassi di interesse, sebbene per adesso ogni tipo di decisione di politica monetaria rimanga aperta.

Asia-Pacifico: negative le principali borse asiatiche ad eccezione di Cina, Thailandia, Sri Lanka e Nuova Zelanda, mentre Hong Kong e Taiwan sono chiuse per festività nazionali. L’indice azionario MSCI Asia-Pacific, che ricomprende più di 900 titoli della regione, ha subito un calo dello 0,7%, nel contesto di un mercato nuovamente timoroso dell’impatto della restrizione monetaria in USA. A dare il passo alla discesa, infatti, sono stati i titoli dei grandi esportatori come Toyota e Samsung. In Giappone l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in calo dello 0,16%, dopo la buona performance della sessione precedente.

Sul mercato dei cambi si sta assistendo ad un rafforzamento dello Yen contro Dollaro ed Euro, dietro la speculazione che il surplus commerciale di maggio registrerà un ulteriore allargamento a dimostrazione della ripresa economica del paese.

In Cina la banca centrale ha negato di essere intenzionata ad aumentare a breve i tassi di interesse, in parte dissipando i timori dell’effetto che la manovra potrebbe avere sul ciclo economico del gigante asiatico. Allo stesso modo il primo ministro Wen Jiabao ha affermato di essere fiducioso sul successo delle politiche di rallentamento della crescita, affermando che la crescita del paese si presenta ‘celere e stabile’, nonostante non siano ancora stati risolti alcuni nodi come la carenza di trasporti e di materie prime. Infine, la China Development Bank ha dichiarato di voler emettere 1 Mld$ di bond decennali prima che la Fed ricorra ad un incremento dei tassi. Si tratterebbe della prima emissione dal 1999.

Commodity: poco variato il prezzo del petrolio dopo la notizia del ripristino di uno dei due oleodotti iracheni che la scorsa settimana sono stati oggetto di bombardamenti. Tuttavia continua a preoccupare lo sciopero dei lavoratori nigeriani che, secondo fonti di stampa locali, potrebbe protrarsi per tutta la settimana.

L’andamento incerto del dollaro tiene pressoché invariate le quotazioni aurifere. Il Governo di Pechino, dopo l’adozione di regole sanitarie più severe sui carichi destinati alla Cina, ha revocato il divieto imposto ad alcuni esportatori brasiliani di soia che avrebbero trasportato merce contaminata.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)