MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (19/8/05)

di Redazione Wall Street Italia
19 Agosto 2005 14:13

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(WSI) – USA: l’indice relativo ai leading indicators ha evidenziato a luglio un rialzo mensile dello 0,1%, in linea con le attese, a fronte di una sensibile revisione migliorativa del dato precedente (da 0,9% a +1,2%) attribuibile in gran parte agli ordinativi di beni durevoli al netto della componente difesa risultati migliori rispetto a quanto stimato dal Conference Board.

Sei delle 10 componenti (in particolar modo mercato del lavoro, pendenza della curva e mercato azionario) hanno contribuito positivamente. Il dato tendenziale inerente sia l’indice anticipatore sia quello coincidente, ha segnato una variazione positiva inferiore rispetto al mese precedente. Come esplicitamente dichiarato dal Conference Board, l’indice anticipatore conferma la possibilità che “l’economia continui ad espandersi moderatamente nel breve termine”.

L’indice della Fed di Filadelfia di agosto relativo al settore manifatturiero ha registrato un sensibile incremento rispetto alla rilevazione precedente sia nella componente corrente (ai massimi da aprile) sia in quella prospettica a sei mesi. Con riferimento alla dinamica dei prezzi, lo stesso indice ha evidenziato come le aziende interpellate, pur registrando ancora pressioni dal lato dei prezzi pagati per le materie prime utilizzate nel processo produttivo, non stanno trasferendo completamente tali incrementi sui consumatori finali, in base alle indicazioni fornite dalla dinamica congiunta delle sottocomponenti prezzi pagati e ricevuti.

Sul fronte corporate segnaliamo l’annuncio dell’offerta di vendita di 14,8Mln di azioni da parte di Google (pari ad un valore attuale di mercato di circa 4Mld$) i cui proventi, secondo alcuni analisti, dovrebbero essere utilizzati per acquisizioni.

Europa: i dati relativi all’inflazione dell’intera area Euro hanno confermato un’accelerazione delle spinte inflattive emerse dalla stima flash. Il dato è, infatti, cresciuto del 2.2% a/a, dal 2.1% di giugno trainato dalle spinte derivanti dal caro petrolio. La componente energetica è, infatti, cresciuta dell’11,8%, dal +9,4% di giugno e quella relativa ai trasporti del 4,9%, dal 3,9%.

In disaggregato è inoltre emerso che un contributo positivo al dato è giunto anche dal settore della ristorazione, mentre hanno smorzato le tensioni sui prezzi il comparto alimentare, in particolare quello del fresco, e l’abbigliamento, entrambi destinati ad invertire la tendenza nei prossimi mesi. I prezzi di frutta e verdura sono soliti tornare a crescere durante la stagione autunnale ed il settore abbigliamento dovrebbe risentire nei mesi di settembre-ottobre dell’adeguamento dei listini.

Inoltre l’incremento delle tariffe, che dovrebbe giungere tra settembre ed ottobre in molti paesi tra cui l’Italia, potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta sui prezzi. In lieve recupero la produzione industriale di giugno cresciuta del +0,3% a/a, dal –0.4% di maggio. In disaggregato è emerso il buon andamento della produzione industriale tedesca (+3.4% a/a), mentre si contraggono quella francese (-0.4% a/a) e quella italiana (-3% a/a).

Asia-Pacifico: pausa di riflessione, oggi, per l’azionario nipponico, in parte indotta dalla maggiore cautela circa i rischi del caro-petrolio per la crescita degli utili aziendali, dopo che in settimana gli indici Nikkei 225 e Topix avevano raggiunto i massimi da quattro anni a questa parte.

Un nuovo sondaggio condotto su 2000 elettori, questa volta dal quotidiano Sankei, in collaborazione con la rete televisiva Fuji TV, ha rafforzato l’impressione che la scommessa del primo ministro Koizumi, nello sciogliere la camera bassa ed indire elezioni anticipate per il prossimo 11 settembre, si stia rivelando vincente, con il 55,5% degli intervistati dichiaratisi a favore di un nuovo governo guidato sempre dal partito liberaldemocratico, e con il 49,3% favorevoli all’ipotesi che Koizumi mantenga il ruolo di primo ministro.

L’ottimismo per un risultato elettorale favorevole ad una continuazione del processo di riforma sembra, però, essere già stato incorporato nei prezzi delle azioni nei scorsi giorni, anche in termini di afflussi di capitali dall’estero, mentre ci si muove in un vacuum di informazione statistica: di qui, probabilmente, la pausa di oggi.

Per qualcosa di emozionante, sul fronte macroeconomico, occorrerà attendere venerdì 26 agosto, quando verranno pubblicati gli indici dei prezzi al consumo per luglio, nonché quelli per l’area di Tokio in agosto, importanti per ri-valutare le diverse ipotesi sul quando, il prossimo anno, la Banca del Giappone potrebbe considerare la possibilità di modificare la propria strategia di politica monetaria.

Commodity: sul mercato Nymex è risultato ieri sostanzialmente invariato il prezzo del WTI per il contratto future con consegna settembre (+0,03%) a fronte invece di una continuazione del calo della benzina sulla stessa scadenza (-1,49%). Complessivamente l’indice CRB ha portato a circa il 3% il calo complessivo registrato dalla scorsa settimana.

Alcune case di investimento hanno ieri proceduto alla revisione al rialzo delle stime sul petrolio per l’anno in corso. In particolare Godman Sachs si è spinta ad ipotizzare la permanenza del prezzo del greggio a 60 $ circa per alcuni anni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista).