MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (17/06/04)

17 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: i dati macro Usa continuano a segnalare un miglioramento dell’economia. La produzione industriale di maggio ha registrato una variazione mensile dell’1,1%, la maggiore negli ultimi 6 anni. In termini di tendenziale annuo il dato si è attestato al 6,4%, pari al livello record dall’aprile del 2000. Particolarmente positivo è stato l’apporto del settore computer ed elettronica (+3,2%).

In miglioramento anche il tasso di utilizzo impianti (da 77,1 a 77,8%) generale. Nel settore dei semiconduttori il rialzo è stato anche più marcato passando dal 79,5 all’80,5%.

Il Beige Book della Fed ha ieri ribadito il trend di miglioramento dell’economia cui si sta accompagnando una crescita dei nuovi occupati a fronte invece di pressioni sui prezzi (in particolare di fonte salariale) modeste.

Broaddus, membro non votante del Fomc, è arrivato a circoscrivere in un range compreso tra il 2,5 ed il 3,5% il livello di equilibrio dei fed funds. Guynn, altro membro non votante della Fed, ha aggiunto che i tassi di riferimento sono parecchie centinaia di basis points sotto il livello di equilibrio.

Gli operatori al momento sembrano essere concentrati non tanto sul prossimo Fomc del 30 giugno (per il quale viene dato per scontato un rialzo di 25 bps) quanto piuttosto sulle mosse successive della Fed. La diversa percezione della velocità che la Fed potrebbe imprimere alla propria azione, determina delle variazioni molto brusche a livello giornaliero soprattutto in termini di forex. Oggi i dati più rilevanti sono rappresentati da quelli sui prezzi alla produzione.

In Brasile la banca centrale ha mantenuto i tassi fermi al 16%, per fronteggiare il calo del Real e le potenziali spinte inflative.

Europa: restano aperte le discussioni sulla nomina del nuovo presidente della Commissione Europea che dovrebbe sostituire Romano Prodi.

Questa sera il presidente del Consiglio Ue, Bertie Ahern, riunirà a cena i capi di Stato e di Governo dei 25 per presentare la sua proposta di mediazione per il dopo Prodi. Non è tuttavia escluso che la mancanza di accordo tra i paesi membri possa far slittare la decisione a data da definirsi.

Al vertice che i paesi dell’Ue terranno oggi e domani a Bruxells sarà inoltre affrontato il tema della Costituzione europea. Tre sono i temi che in particolare saranno affrontati e sui quali non si è ancora raggiunto un’intesa: maggioranza per le decisioni al Consiglio, governance economica e diritti fondamentali.

Dal fronte macroeconomico, il tasso di inflazione dell’area euro a maggio è stato confermato al 2,5% a/a, dopo il 2% di aprile. L’aumento è da imputare all’andamento del prezzo del greggio. Più moderato, infatti, l’incremento dei prezzi al consumo se si fossero escluse le componenti energetiche (+2,1% a/a). Oggi invece è attesa la pubblicazione della produzione industriale per il mese di aprile che, considerato gli ultimi dati pubblicati dalle principali economie dell’area, dovrebbe evidenziare un miglioramento.

Asia-Pacifico: in Giappone l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in calo dello 0,29%, sospinto al ribasso anche dalle indiscrezioni su UFJ Holdings, quarto gruppo bancario del paese, il cui titolo ha chiuso in calo del 2,68%, che avrebbe inviato alla Financial Services Authority documenti in cui veniva artatamente sovrastimata l’effettiva condizione finanziaria dei prenditori di fondi, sollevando nuovamente i timori relativi all’urgenza della riforma del sistema bancario nipponico. La UFJ Holdings ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione dall’agenzia governativa.

In recupero la borsa di Taiwan, con l’indice Taiex a +1,87%, grazie soprattutto alle buone notizie circa le esportazioni dei produttori di elettronica di consumo. Ancora in calo invece il’indice delle 37 società cinesi quotato ad Hong Kong: nelle ultime 4 giornate l’indice ha perso circa il 7%.

Commodity: delusione per i dati sulle scorte petrolifere statunitensi che hanno registrato nell’ultima settimana un incremento di 0,8 Mln di barili rimanendo 9 Mln sotto la media degli ultimi cinque anni relativa a questo periodo.

Allo stesso tempo si è registrato un calo delle scorte di benzine ed un rialzo di quelle di distillati. Preoccupazioni sono giunte dal dato sul tasso utilizzo impianti di raffineria prossimo ai massimi raggiunti a maggio 2003. A ciò si aggiungano anche altri due fattori di tensione sul mercato del greggio: quelli geopolitici e la minaccia di scioperi in Nigeria, quarto produttore Opec.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)